Trump esulta: accordo commerciale tra Messico e USA

Pubblicato il 28 agosto 2018 alle 14:31 in Messico USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo 25 anni di esistenza Stati Uniti e Messico si sono accordati per porre fine al Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (NAFTA/TLCAN), per sostituirlo con un nuovo accordo. Ad annunciarlo Donald Trump ed Enrique Peña Nieto, che hanno rivolto un appello al premier canadese Justin Trudeau per includere Ottawa nel nuovo formato, in modo da poter mantenere la struttura trilaterale. Si tratta di un successo per Donald Trump, fautore di accordi bilaterali con i singoli partner.

“Ci sbarazzeremo di quel nome pesante [Nafta] – ha affermato Donald Trump lunedì 27 agosto alla Casa Bianca – lo chiameremo Accordo commerciale Stati Uniti-Messico”. In attesa di una cerimonia formale, la messa in scena del patto ha provocato le critiche della stampa messicana, che accusa il governo di Peña Nieto di aver perso ancora una volta la battaglia d’immagine con Donald Trump. Dallo Studio Ovale, con tutte le telecamere puntate  sull’inquilino della Casa Bianca, questi ha chiamato Peña Nieto a Città del Messico. Anche la voce del Messico, commenta la stampa, si sente solo attraverso il microfono Trump, che arriverà alle elezioni di mid-term a novembre con una delle sue principali promesse in via di realizzazione. Anche il Washington Post ha definito la cerimonia “lo spettacolo di Trump”. Nella dichiarazione, Trump ha inoltre sottolineato come i due paesi possano giungere ad accordi bilaterali soddisfacenti per tutti anche su temi difficili, come il confine meridionale. 

Il Trattato di Libero commercio dell’America del Nord è una zona di libero scambio in cui vivono 450 milioni di persone e che muove oltre un trilione di dollari l’anno. Trump è arrivato alla Casa Bianca definendolo il “peggior accordo nella storia”, colpevole della perdita di produzione e di posto di lavoro negli Stati Uniti (a causa della concorrenza con costi più bassi di Canada e soprattutto Messico), in una battaglia generalizzata contro il deficit commerciale. I negoziati sono iniziati nell’agosto del 2017 con la costante minaccia di una rottura definitiva e la perenne tensione dovuta ai continui attacchi rivolti del presidente degli Stati Uniti al vicino meridionale sul tema dell’immigrazione.

Negli ultimi mesi, tuttavia, la vittoria elettorale in Messico di Andrés Manuel López-Obrador, per il quale Trump esprime una simpatia stupefacente se si considera che López-Obrador ha vinto proprio chiedendo una posizione più ferma nei confronti di Washington, ha aperto la strada al consenso. Alla delegazione messicana hanno preso parte, infatti, anche i rappresentanti del presidente eletto. Fondamentale, inoltre, la pressione delle grandi imprese americane, già duramente colpite dalla guerra commerciale con la Cina e preoccupate per gli effetti di una rottura del NAFTA. 

I principali punti dell’accordo si basano principalmente sul settore automobilistico, dove Washington ha ottenuto quanto richiesto sin dal principio: che le auto contenenti il 75% di componenti statunitensi siano da considerare come prodotto locale (finora era il 62%) e che tra il 40% e il 45% venga costruito da lavoratori che guadagnano almeno 16$ l’ora, nel tentativo di proteggere l’occupazione statunitense e canadese. Inoltre, la validità dell’accordo sarà di 16 anni, estendibile ad altri 16, con un controllo e un aggiornamento annuale.

Città del Messico sottolinea come Washington abbia accettato un accordo che non preveda restrizioni, tariffe o dazi commerciali.

Adesso Trudeau ha due opzioni: accettare l’accordo, con le modifiche che possono essere introdotte o rimanere fuori. Il ministro degli esteri canadese, Chrystia Freeland, è attesa oggi a Washinghton per riannodare il negoziato, tuttavia il divario tra Stati Uniti e Canada ha raggiunto il punto di rottura lo scorso giugno, al summit del G-7, quando Trump ha definito il primo ministro canadese “debole” e “disonesto”. Un portavoce del governo canadese ha celebrato i “progressi” nella negoziazione tra Stati Uniti e Messico come “requisito necessario” per l’accordo trilaterale, ma ha chiarito che firmerà solo un accordo di libero scambio “buono per il Canada e per le classi medie”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.