Papa Francesco: “Se non si può integrare è meglio non ricevere”

Pubblicato il 27 agosto 2018 alle 13:17 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Se non si può integrare è meglio non ricevere”. È quanto ha affermato Papa Francesco sul volo di ritorno da Dublino, alla fine della prima visita ufficiale in Irlanda, lunedì 27 agosto. Nel corso della conferenza stampa, il Papa ha affrontato la questione della nave Diciotti, alla quale è stato permesso di effettuare lo sbarco dei 151 migranti a bordo dopo 5 giorni di stallo nel porto di Catania. Secondo il pontefice, l’accoglienza dei migranti deve essere effettuata in maniera ragionevole, e la loro integrazione nel Paese che li accoglie è una condizione necessaria per non ridare i migranti in mano ai trafficanti. “La virtù della prudenza è la virtù del governante: prudenza sul numero e sulle possibilità di integrare. Il popolo che non può integrare è meglio che non riceva”, ha affermato Papa Francesco.

La nave Diciotti aveva tratto in salvo i migranti nella notte tra il 15 e il 16 agosto, in acque maltesi. Gli stranieri, per la maggior parte di nazionalità eritrea, si trovavano su un barcone con il motore in avaria e infiltrazioni d’acqua. Inizialmente, a bordo si trovavano 190 rifugiati, ma 13 di loro sono stati evacuati per soccorso medico. La Valletta ha rifiutato di accogliere la Dociotti nel proprio porto, asserendo che il barcone sul quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e i rifugiati erano stati salvati più vicino all’isola di Lampedusa rispetto a Malta. Il governo maltese aveva altresì spiegato che il barcone aveva rifiutato l’assistenza di una nave di pattuglia maltese, poiché i rifugiati stessi avevano comunicato di voler proseguire fino all’Italia. Dopo 5 giorni durante i quali la Diciotti era rimasta al largo, in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro dove sbarcare, il 20 agosto la nave è arrivata a Catania, dove tre giorni dopo è stato acconsentito lo sbarco dei 27 minori a bordo. Infine, la notte tra sabato 25 e domenica 26 agosto, il resto dei migranti è stato fatto sbarcare, venendo condotto nel centro di accoglienza di Messina, prima di essere smistati tra varie diocesi italiane, in Irlanda e in Albania, le quali si sono offerte di sostenere l’Italia.

Il 25 agosto, il ministro degli Affari Esteri albanese, Ditmir Bushati, ha reso noto che il suo Paese avrebbe assistito il governo italiano in ambito migratorio. In particolare, il ministro albanese ha riferito che Tirana era pronta ad accogliere parte dei 150 migranti sbarcati dalla Diciotti. “Non possiamo sostituire l’Europa, ma ci troviamo dall’altra parte del mare, dove un tempo abbiamo sofferto giorno e otte in attesa che l’Europa si svegliasse, l’Italia ci ha salvato e quindi noi siamo pronti a ricambiare”, ha dichiarato Bushati.

Qualsiasi sostegno, invece, è stato negato dall’Ungheria. In occasione di una visita ufficiale a Budapest, il ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha affrontata la questione migratoria con l’omologo ungherese, Peter Szijjarto, il quale si è dichiarato contrario all’accoglienza dei migranti della Diciotti. Tuttavia, Szijjarto ha tenuto a sottolineare come, a suo avviso, sia presente una notevole identità di vedute tra i due Paesi in tema di politiche migratorie europee. Da parte sua, Moavero ha spiegato come la visione italiana presenti invece punti di dissonanza da quella ungherese, soprattutto per quanto riguarda la necessità di un approccio di piena e sistematica condivisione europea di tutti gli oneri relativi alla gestione dei flussi migratori.

Al momento, Salvini è indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale, insieme al capo di Gabinetto del Viminale. La probabile accusa dei magistrati sarebbe la privazione illegale della libertà personale nei confronti dei profughi soccorsi dalla nave Diciotti a cui è stato vietato per giorni di scendere dall’imbarcazione, ormeggiata nel porto di Catania. Salvini ha commentato l’indagine affermando: “Venire arrestato per difendere i diritti degli italiani è una vergogna, […] io ho fatto solo il mio lavoro di ministro e sono pronto a rifarlo”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.