Ecuador lascia ALBA, Bolivia protesta

Pubblicato il 27 agosto 2018 alle 21:00 in Bolivia Ecuador

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Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha criticato duramente la decisione del governo ecuadoriano di abbandonare l’ALBA, definendola “un tradimento verso la decisione del suo popolo.”

“Purtroppo il governo ecuadoriano ha preso la decisione di ritirarsi dall’ALBA, voltando le spalle all’integrazione della Patria Grande. Tuttavia, i membri dell’ALBA continuano a lottare per la sovranità e l’unità dell’America Latina, anche se alcuni governi tradiscono le decisioni dei loro popoli “, si legge nel tweet del presidente boliviano.

Lo scorso 23 agosto, il ministro degli Esteri ecuadoriano José Valencia ha annunciato l’uscita ufficiale dell’Ecuador dall’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), in risposta alla complessa situazione migratoria del Venezuela e all’inerzia delle autorità del paese sudamericano nel porre rimedio alla situazione.

“Non continueremo la nostra partecipazione all’interno dell’ALBA e non aderiremo a nessun altro gruppo di Stati che non favorisca situazioni costruttive nella regione. […] L’uscita dell’Ecuador dall’Alleanza è legata esclusivamente ai principi che caratterizzano il nostro Paese”, ha insistito il capo della diplomazia ecuadoriana.

Tra gennaio e agosto circa 600.000 venezuelani sono entrati in territorio ecuadoriano, di cui il 30%, circa 180.000, si trova attualmente in questo paese. All’inizio di agosto, i quattro punti di frontiera hanno registrato un afflusso giornaliero di 4.200 persone, anche se il numero è diminuito negli ultimi giorni.

L’ALBA, fondata nel 2004 come un’alleanza di carattere economico, su richiesta del Venezuela, è composta da Antigua e Barbuda, Bolivia, Cuba, Dominica, Granada, Nicaragua, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Suriname e, fino ad ora, Ecuador. L’accordo preliminare fu siglato il 14 dicembre 2004 tra il presidente del Venezuela Hugo Chávez e il presidente cubano Fidel Castro. Inizialmente, l’accordo riguardava lo scambio tra il supporto medico cubano e il petrolio venezuelano: il Venezuela assicurava a Cuba una fornitura di 96.000 barili di petrolio al giorno ad un prezzo molto favorevole, Cuba inviava 20.000 medici e migliaia di insegnanti in Venezuela. Il presidente Evo Morales della Bolivia (paese povero, ma ricco di giacimenti di gas) aderì all’accordo il 29 aprile 2006.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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