Alleanza militare tra Iran e Siria: una relazione speciale?

Pubblicato il 27 agosto 2018 alle 19:17 in Iran Siria

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L’Iran ha esteso la sua influenza in Siria concordando una cooperazione militare e un accordo di ricostruzione con il regime del presidente Bashar al-Assad. Secondo quanto riportato da The New Arab, a ciò seguiranno una serie di incontri tra i rispettivi leader , i quali si stanno dimostrando desiderosi di approfondire le loro relazioni politiche e militari, alleandosi e consolidando l’influenza di Teheran nella guerra che dilania la Siria dal marzo 2011.

“La Siria sta attraversando la fase di crisi e sta entrando nella fase di ricostruzione”, ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami, all’agenzia di stampa Tasnim. Hatami è in visita a Damasco dal 26 agosto. Durante la sua permanenza il ministro ha tenuto alcuni negoziati con il suo omonimo siriano, Ali Abdullah Ayoub, e il presidente Bashar al-Assad, in seguito ai quali é stato concluso un accordo circa alcune specifiche tecniche e questioni di difesa. Teheran ha altresì deciso di fornire un solido sostegno politico, finanziario e militare ad Assad, promuovendo una “relazione speciale” dei due Paesi. A tal proposito, il ministro della Difesa siriano Ayoub ha dichiarato: “Le relazioni siriano-iraniane sono un modello per i legami bilaterali tra nazioni indipendenti e sovrane”.

La Guardia rivoluzionaria iraniana è un attore chiave in Siria, data la sua estesa presenza nel Paese grazie l’ausilio di milizie straniere. La forza quasi paramilitare in questione gestisce migliaia di compagnie, comprese diverse imprese di costruzione, le quali aiutano la Guardia a mantenere un forte controllo sulla politica interna.

La presenza di legami tra Teheran e Damasco non é nulla di nuovo. I due Paesi hanno avuto forti legami per anni. A conferma di ciò, agli albori della guerra civile, l’Iran ha inviato forze militari in Siria, etichettandole tuttavia come “consiglieri”. Le milizie appoggiate da Teheran, compreso il movimento libanese di Hezbollah, nel tempo, hanno sostenuto le truppe di Assad, aiutando le forze del regime ad evitare il collasso e a combattere contro i ribelli. Non é un caso che migliaia di combattenti stranieri, forniti da Teheran, siano stati fondamentali per i recenti successi del regime siriano contro le forze di opposizione.

Il coinvolgimento iraniano in Siria tuttavia è guidato dalla volontà di creare due corridoi di transito, funzionali a consentire a Teheran di raggiungere il mar Mediterraneo. Nella prospettiva iraniana, il primo corridoio dovrebbe collegare l’area di Baghdad a quella di Damasco, attraverso la città di Al-Tanf, al confine con Iraq, Siria e Giordania. Il secondo corridoio, invece, dovrebbe collegare la regione di Mosul, in Iraq, con Raqqa, in Siria. In tal modo, la Repubblica Islamica riuscirebbe a realizzare due obiettivi. Il primo è l’accesso diretto dell’Iran ai suoi proxies nelle alture del Golan, estendendo il fronte con Israele dal sud del Libano alle alture del Golan, fino a Yarmouk. Il secondo obiettivo è quello di acquisire basi navali sulla costa siriana. Già nel 2016 il capo di stato maggiore iraniano aveva affermato pubblicamente che l’Iran avrebbe costruito basi navali in Siria e Yemen.

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Alice Bellante

di Redazione

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