Italia: sbarcati i migranti a bordo della Diciotti

Pubblicato il 26 agosto 2018 alle 11:27 in Immigrazione Italia

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Sono infine sbarcati dalla nave Diciotti i restanti 150 migranti che per 5 giorni sono rimasti a bordo dell’imbarcazione, ormeggiata nel porto di Catania, senza il permesso di scendere a terra, mentre il governo italiano discuteva con i partner dell’UE in merito a chi dovesse accoglierli.

Lo sbarco è iniziato poco dopo la mezzanotte tra sabato 25 e domenica 26 agosto. Già nella giornata di sabato, verso mezzogiorno, 13 migranti (7 donne e 6 uomini) avevano ricevuto il permesso di scendere a terra per essere sottoposti a immediate cure mediche; tra loro, si sospettavano 3 casi di tubercolosi e 2 di polmonite, sebbene non sia ancora arrivata la conferma del personale sanitario. Quando i primi 13 migranti sono stati scortati sulla terraferma, erano circa 200 i manifestanti italiani riuniti sul molo a protestare contro la loro detenzione sulla nave, protesta che è poi sfociata in scontri con la polizia. Durante la notte, i restanti 137 migranti sono sbarcati uno ad uno, dopo 5 giorni di traversata dalla Libia all’Italia e altrettanti nel porto siciliano, in attesa di poter toccare terra. Sono subito stati condotti nel centro di accoglienza situato a Messina, dal quale alcuni sono stati successivamente smistati presso varie diocesi ecclesiastiche italiane, altri in Irlanda e altri ancora in Albania. Secondo le parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, come da accordi, l’Albania aveva offerto di accettare 20 migranti, l’Irlanda 20-25, e i restanti sarebbero stati presi in carico dalla Chiesa cattolica, che ha “aperto il suo cuore e il suo portafogli a costo zero per i cittadini italiani che pagano le tasse”.

Prima ancora, il 22 agosto, il governo italiano aveva concesso ai 27 minori non accompagnati a bordo della Diciotti (con i quali il totale iniziale ammontava a 177) di scendere dall’imbarcazione.

Salvini è adesso indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale, e oltre a lui è indagato anche il capo di Gabinetto del Viminale. La probabile accusa dei magistrati sarebbe la privazione illegale, da parte di Salvini e dei suoi, della libertà personale nei confronti dei profughi soccorsi dalla nave Diciotti a cui è stato vietato per giorni di scendere dall’imbarcazione, ormeggiata nel porto di Catania. Salvini ha commentato l’indagine affermando: “Venire arrestato per difendere i diritti degli italiani è una vergogna”.

Il Movimento 5-Stelle, partner di coalizione della Lega, finora ha appoggiato la linea dura impiegata dal ministro dell’Interno, e il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, il quale è responsabile dei porti italiani, nella giornata di sabato 25 agosto ha rinnovato il suo attacco contro l’Unione Europea: “Nessuno può impartire all’Italia lezioni sugli sforzi umanitari. Il governo sta solo chiedendo che l’UE dia un senso alla sua stessa esistenza”.

Si è concluso con un nulla di fatto il vertice tenutosi a Bruxelles, venerdì 24 agosto, tra i rappresentanti di 10 Paesi dell’Unione Europea, tra cui i diplomatici italiani, volto a trovare una soluzione al problema dei migranti che attualmente a bordo della nave Diciotti, ancorata a Catania, senza il permesso di sbarcare nella penisola italiana.

In questo contesto, venerdì 24 agosto, si era tenuto un vertice a Bruxelles tra i rappresentanti di 10 Paesi dell’Unione Europea, tra cui i diplomatici italiani, volto a trovare una soluzione al problema dei migranti a bordo della Diciotti. L’incontro, che aveva coinvolto i consiglieri per gli Affari europei dei leader di Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia e Irlanda, si era però concluso con un nulla di fatto. “L’Italia ha fatto pressioni per trovare una soluzione al caso Diciotti, ma per gli altri non rappresentava uno degli elementi più importanti, loro volevano parlare di più di soluzioni strutturali per le navi nel Mediterraneo”, aveva riferito un diplomatico che aveva presenziato al meeting. Altri diplomatici intervistati avevano altresì spiegato che la richiesta avanzata dall’Italia agli altri Paesi UE, ossia di farsi carico dei migranti a bordo della nave Diciotti, non aveva riscosso l’approvazione dei partner europei, in primis poiché il flusso di migranti pro-capite in Italia è fortemente al di sotto di quello al momento registrato in altri Stati membri. Fornendo tale motivazione, i rappresentanti del blocco dei 28 hanno dunque rifiutato di condividere la responsabilità.

La nave Diciotti aveva tratto in salvo i migranti nella notte tra il 15 e il 16 agosto. Le persone, per la maggior parte di nazionalità eritrea, si trovavano su un barcone con il motore in avaria e infiltrazioni d’acqua. Inizialmente, a bordo si trovavano 190 rifugiati, ma 13 di loro erano stati evacuati per soccorso medico. L’imbarcazione italiana aveva eseguito il salvataggio in acque maltesi, chiedendo in seguito di poter approdare a Malta, ma ricevendo un rifiuto. Secondo le fonti de La Valletta, il barcone sul quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e i rifugiati erano stati salvati più vicino all’isola di Lampedusa che a quella di Malta. Il governo de La Valletta aveva altresì spiegato che il barcone aveva rifiutato l’assistenza di una nave di pattuglia maltese, poiché i rifugiati stessi avevano comunicato di voler proseguire fino alla destinazione finale, ossia l’Italia, ma le autorità di Malta avevano dichiarato di aver monitorato l’imbarcazione mentre transitava per la zona di ricerca e soccorso di competenza de La Valletta. Dopo 5 giorni durante i quali la Diciotti è rimasta al largo, in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro dove sbarcare, il 20 agosto la nave era arrivata a Catania.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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