Corea del Nord: il “doppiogioco” complottista degli Stati Uniti

Pubblicato il 26 agosto 2018 alle 17:10 in Corea del Nord USA e Canada

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Il quotidiano di Stato nordcoreano ha accusato gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang, in seguito alla cancellazione della visita diplomatica del Segretario di Stato, Mike Pompeo, al Paese.

Il giornale ufficiale del Comitato centrale del Partito del lavoro di Corea, il Rodong Sinmun, ha pubblicato un articolo citando fonti minori sudcoreane, in cui si legge che le unità speciali americane con base in Giappone stanno preparando esercitazioni aeree volte, in realtà, a effettuare una “infiltrazione a Pyongyang”. Secondo il quotidiano di Stato, “tali azioni provano che gli Stati Uniti stanno tramando un complotto criminale per scatenare una guerra contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea e commettere un crimine che merita una punizione divina e impietosa nel caso in cui Washington non riesca prima a garantire l’ingiusta e brigantesca denuclearizzazione della Corea del Nord”. Il giornale continua su questo tono, minacciando che il popolo nordcoreano non può fare altro che prendere nota con gravità dell’atteggiamento doppiogiochista degli Stati Uniti, i quali farebbero buon viso a cattivo gioco e tramerebbero di nascosto esercitazioni segrete che coinvolgono unità speciali di sicari mentre, allo scoperto, continuano a portare avanti il dialogo “col sorriso sulle labbra”. L’editoriale, che non ha fatto alcun cenno alla visita di Pompeo cancellata dal presidente Trump, ha inoltre esortato Washington a sospendere tale “inutile scommessa militare” e rafforzare, piuttosto, l’accordo di Singapore, nel quale i leader hanno promesso di cooperare verso una completa denuclearizzazione della Penisola Coreana.

Un portavoce in seno all’ambasciata americana a Seoul, in Corea del Sud, ha affermato di non possedere alcuna informazione sulle presunte esercitazioni rivelate dal giornale nordcoreano; quanto ai portavoce dell’esercito statunitense nella Corea del Sud, essi non hanno ancora rilasciato commenti sulla notizia. In parte anche per rassicurare la Corea del Nord, Trump aveva già cancellato o rimandato le esercitazioni militari congiunte previste con la Corea del Sud, tuttavia restano in agenda piccole esercitazioni minori.

Venerdì 24 agosto, Trump aveva improvvisamente cancellato la visita alla Corea del Nord che il Segretario di Stato, Mike Pompeo, aveva in agenda, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang sono incappati in una fase di stallo in seguito al suo vertice con il leader nordcoreano, Kim Jong Un. In parte, Trump aveva attribuito parte della responsabilità di questo raffreddamento nei rapporti bilaterali tra Washington e Pyongyang a Pechino, che è il partner commerciale più importante della Corea del Nord e dunque riveste un ruolo cruciale per il funzionamento effettivo delle sanzioni economiche imposte al Paese asiatico. Il capo di Stato americano aveva scritto su Twitter che, siccome gli Stati Uniti hanno preso una posizione molto più rigida della Cina verso Pyongyang, egli non crede che Pechino stia aiutando nel processo di denuclearizzazione come ha fatto invece in passato. Il presidente aveva infine spiegato che Pompeo non vede l’ora di recarsi in Corea in un futuro prossimo, ma molto probabilmente ciò avverrà dopo che le relazioni con la Cina saranno “risolte”.

La cancellazione del viaggio di Pompeo fa seguito a due giorni di trattative commerciali tra Washington e Pechino, culminati in un nulla di fatto, neppure propositi di rivedersi a breve seduti a un tavolo negoziale, nel contesto della guerra commerciale scoppiata tra le due maggiori economie mondiali. La decisione di Trump rappresenta un repentino dietrofront nella sua strategia inerente alla Corea del Nord, in quanto sin dal vertice con Kim, avvenuto il 12 giugno a Singapore, il presidente americano aveva millantato enormi passi avanti, affermando che la minaccia nucleare nordcoreana era stata debellata, nonostante Pyongyang non avesse concretizzato il suo impegno in alcun modo né secondo alcun orizzonte temporale definito. A seguito del summit tra i due leader, Pompeo ha dunque esercitato pressioni affinché si convenisse su una data per la denuclearizzazione, mentre la Corea del Nord ha richiesto prima di ottenere alcune concessioni dagli Stati Uniti.

Il 6 luglio, Pompeo aveva fatto ritorno dalla sua prima visita diplomatica a Pyongyang annunciando successi, mentre poche ore dopo la Corea del Nord aveva tacciato i suoi modi di esigere e dettare condizioni pari a quelli di un “gangster”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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