USA-Corea del Nord: visita di Pompeo annullata, stallo sul nucleare

Pubblicato il 25 agosto 2018 alle 15:13 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente statunitense, Donald Trump, ha improvvisamente cancellato la visita alla Corea del Nord che il Segretario di Stato, Mike Pompeo, aveva in agenda, dichiarando per la prima volta pubblicamente che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang sono incappati in una fase di stallo in seguito al suo vertice con il leader nordcoreano, Kim Jong Un. In parte, Trump ha incolpato la Cina per la situazione, facendo capire di voler mettere da parte i negoziati con Pyongyang finché non si risolverà la disputa commerciale che ora impegna Washington con Pechino.

“Ho chiesto al segretario di Stato, Mike Pompeo, di non recarsi in Corea del Nord, stavolta, perché sento che non stiamo facendo progressi sufficienti in merito alla denuclearizzazione della penisola coreana”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul suo account Twitter. La missione diplomatica nordcoreana presso le Nazioni Unite ha preferito non commentare la dichiarazione di Trump, giunta venerdì 24 agosto, ossia il giorno dopo a quello in cui Pompeo aveva reso noto che sarebbe nuovamente partito in visita a Pyongyang portando con sé un inviato speciale, Stephen Biegun. Egli è a capo degli affari internazionali di Ford, ed era un membro dello staff della consigliera per la sicurezza interna, Condoleezza Rice, durante la presidenza di George W. Bush. È comparso anche tra i possibili successori di H.R. McMaster come consigliere per la sicurezza nazionale, ma il ruolo è infine stato affidato a John Bolton.

Il ministro degli Esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, nella mattina di sabato 25 agosto ha parlato al telefono con Pompeo, al quale ha espresso le sue preoccupazioni sulla posticipazione della visita diplomatica e ha chiesto di continuare a portare avanti il dialogo con Pyongyang, al fine di stabilire le condizioni della denuclearizzazione e portare la pace nella penisola coreana. A renderlo noto è stato lo stesso ministero degli Affari Esteri.

Trump ha attribuito parte della responsabilità di questo raffreddamento nei rapporti bilaterali tra Washington e Pyongyang a Pechino, che è il partner commerciale più importante della Corea del Nord e dunque riveste un ruolo cruciale per il funzionamento effettivo delle sanzioni economiche imposte al Paese asiatico. Trump ha scritto su Twitter che, siccome gli Stati Uniti hanno preso una posizione molto più rigida della Cina verso Pyongyang, egli non crede che Pechino stia aiutando nel processo di denuclearizzazione come ha fatto invece in passato. Il presidente ha infine spiegato che Pompeo non vede l’ora di recarsi in Corea in un futuro prossimo, ma molto probabilmente ciò avverrà dopo che le relazioni con la Cina saranno “risolte”. Nel frattempo, Trump ha colto l’occasione per mandare i suoi più cordiali ossequi a Kim, che egli è impaziente di rivedere presto.

Il ministero degli Esteri cinese, sabato 25 agosto, ha espresso “serie preoccupazioni” con riferimento al commento di Trump, che, a suo dire, è stato “irresponsabile” e ha gettato una luce di austera rigidità sui funzionari statunitensi. La Cina, secondo il comunicato delle fonti ministeriali, continuerà a svolgere un ruolo positivo nel cammino verso la denuclearizzazione della penisola coreana.

Kelly Magsamen, ex vice assistente segretaria americana alla Difesa per gli Affari Asiatici, ha affermato che Trump sta minando la sua presa su Kim così come quella esercitata da Pompeo e dal suo nuovo inviato speciale. “Va bene non inviare il Segretario per mancanza di progressi, ma allora non dire anche che sei impaziente di incontrare Kim Jong Un e che la Cina te lo sta impedendo”, ha scritto Magsamen su Twitter. Al contrario, Christopher Hill, un ex ambasciatore americano presso la Corea del Sud, ha twittato: “Sembra che Trump abbia iniziato a preoccuparsi delle intenzioni della Corea del Nord. Saggia decisione, soprattutto quando altrimenti Pompeo sarebbe ritornato a mani vuote”.

La cancellazione del viaggio di Pompeo fa seguito a due giorni di trattative commerciali tra Washington e Pechino, culminati in un nulla di fatto, neppure propositi di rivedersi a breve seduti a un tavolo negoziale, nel contesto della guerra commerciale scoppiata tra le due maggiori economie mondiali. La decisione di Trump rappresenta un repentino dietrofront nella sua strategia inerente alla Corea del Nord, in quanto sin dal vertice con Kim, avvenuto il 12 giugno a Singapore, il presidente americano aveva millantato enormi passi avanti, affermando che la minaccia nucleare nordcoreana era stata debellata, nonostante Pyongyang non avesse concretizzato il suo impegno in alcun modo né secondo alcun orizzonte temporale definito. A seguito del summit tra i due leader, Pompeo ha dunque esercitato pressioni affinché si convenisse su una data per la denuclearizzazione, mentre la Corea del Nord ha richiesto prima di ottenere alcune concessioni dagli Stati Uniti.

Il 6 luglio, Pompeo aveva fatto ritorno dalla sua prima visita diplomatica a Pyongyang annunciando successi, mentre poche ore dopo la Corea del Nord aveva tacciato i suoi modi di esigere e dettare condizioni pari a quelli di un “gangster”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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