Italia-UE: vertice migranti infruttuoso, Roma critica l’Unione

Pubblicato il 25 agosto 2018 alle 6:00 in Immigrazione Italia

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Si è concluso con un nulla di fatto il vertice tenutosi a Bruxelles, venerdì 24 agosto, tra i rappresentanti di 10 Paesi dell’Unione Europea, tra cui i diplomatici italiani, volto a trovare una soluzione al problema dei migranti che attualmente a bordo della nave Diciotti, ancorata a Catania, senza il permesso di sbarcare nella penisola italiana.

L’incontro ha coinvolto i consiglieri per gli Affari europei dei leader di Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia e Irlanda. “L’Italia ha fatto pressioni per trovare una soluzione al caso Diciotti, ma per gli altri non rappresentava uno degli elementi più importanti, loro volevano parlare di più di soluzioni strutturali per le navi nel Mediterraneo”, ha riferito a Reuters un diplomatico che aveva presenziato al meeting, prima di confermare che non è stato dunque raggiunto alcun accordo relativamente all’imbarcazione attualmente ancorata nel porto di Catania e in attesa di un verdetto, dopo che il governo di Roma si è rifiutato di accogliere i migranti tratti in salvo dalla nave. Alcuni diplomatici hanno altresì spiegato che la richiesta avanzata dall’Italia agli altri Paesi UE, ossia di farsi carico dei migranti a bordo della nave Diciotti, non ha riscosso l’approvazione dei partner europei, in primis poiché il flusso di migranti pro-capite in Italia è fortemente al di sotto di quello al momento registrato in altri Stati membri. Fornendo tale motivazione, i rappresentanti del blocco dei 28 hanno dunque rifiutato di condividere la responsabilità.

Dal canto suo, il Viminale ha ribattuto che i Paesi europei non hanno avanzato alcuna concreta proposta o apertura per risolvere il caso della nave Diciotti, e poiché l’Italia, negli ultimi anni, ha accolto 700mila cittadini stranieri, la rigida presa di posizione del governo italiano non cambierà in materia di accoglienza, e non sarà consentito a nessuno di sbarcare dalla Diciotti. “Su questo fronte, si informa dalla sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Interno di Roma, il governo è compatto”. Le fonti governative rincarano poi affermando che si tratterebbe dell’”ennesima dimostrazione che l’Europa non esiste”, e che non ci sono le basi di un accordo per indicare una nuova procedura standard per il soccorso, lo sbarco e la ridistribuzione degli immigrati.

Si è rivelato, invece, a favore della posizione presa dai Paesi dell’Unione il ministro degli Affari Esteri italiano, Enzo Moavero, il quale ha affermato che “le minacce in Europa non portano da nessuna parte”, e che il modo in cui l’Europa funziona è la cooperazione e non le minacce. Moavero ha inoltre ricordato ai suoi concittadini che pagare i contributi all’Unione Europea è un dovere legale.

Di parere avverso si è mostrato, viceversa, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, che ha pubblicato un post in cui afferma che la situazione in cui l’Italia versa da giorni, in merito alla gestione della nave Diciotti, è nota a tutti, e rappresenta un’emergenza “dai risvolti molto complessi e delicati”. Il premier ha poi ricordato che, per l’ennesima volta, il Paese “misura la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti”, e ha minacciato che, se tali sono i fatti, allora l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare suddetta discrasia attraverso il perseguimento di un quadro “coerente e determinato d’azione” per tutte le questioni di cui l’Europa la chiamerà a farsi carico insieme agli altri Paesi membri.

Matteo Salvini, leader della Lega nonché vicepremier e ministro dell’Interno italiano, ha ribadito la sua visione critica nei confronti del comportamento dell’UE, affermando: “Gli italiani penso si aspettino buon senso, rigore e tranquillità: se in Europa fanno finta di non capire, come hanno detto giustamente Conte e Di Maio vedremo di pagare l’Europa un po’ di meno”. Poi il vicepremier ha aggiunto, tranchant: “Il contributo possiamo diminuirlo in quota-parte con quello che l’UE non fa danneggiando l’Italia, non solo sull’immigrazione”.

Giovedì 23 agosto, il ministro del Lavoro e vice premier italiano, Luigi Di Maio, aveva dichiarato che il suo partito voterà per sospendere i fondi all’Unione Europea, per il 2019, a meno che gli altri Stati del blocco non accoglieranno i migranti che si trovano a bordo della nave Diciotti.

“Se l’UE si ostina con questo atteggiamento, se dalla riunione della Commissione Europea non si decide nulla e non decidono sulla nave Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti, io e tutto il Movimento 5 Stelle non siamo più disposti a dare 20 miliardi all’Unione Europea” aveva reso noto Di Maio in un video fatto circolare su Facebook. Il vice primo ministro, inoltre, si era detto d’accordo con Salvini, il quale aveva precedentemente stabilito che i migranti rimarranno sull’imbarcazione ancorata nel porto di Catania fino a quando non verrà raggiunto un accordo con l’Unione Europea. Accordo che, dopo l’esito infruttuoso del vertice di Bruxelles di venerdì, sembra ancora molto distante.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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