Italia: Di Maio minaccia taglio fondi all’UE se i migranti sulla Diciotti non verranno ridistribuiti

Pubblicato il 24 agosto 2018 alle 10:31 in Immigrazione Italia

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Il ministro del Lavoro e vice premier italiano, Luigi Di Maio, ha dichiarato che il suo partito voterà per sospendere i fondi all’Unione Europea, l’anno prossimo, a meno che gli altri Stati del blocco non accoglieranno i migranti che si trovano a bordo della nave Diciotti, ancorata a Catania.

“Se l’UE si ostina con questo atteggiamento, se dalla riunione della Commissione Europea non si decide nulla e non decidono sulla nave Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti, io e tutto il Movimento 5 Stelle non siamo più disposti a dare 20 miliardi all’Unione Europea” ha dichiarato Di Maio, il 23 agosto, in un video fatto circolare su Facebook. Il vice primo ministro, inoltre, si è detto d’accordo con l’altro vicepremier e ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, che ha stabilito che i migranti dovranno rimanere sull’imbarcazione ancorata nel porto di Catania fino a quando non verrà raggiunto un accordo con l’Unione Europea.

La Commissione Europea ha comunicato più di una volta di essere già al lavoro per trovare un accordo, dopo che il Ministero degli Esteri italiano aveva rimesso all’ente la responsabilità di gestire gli immigrati e trovare una soluzione, ridistribuendoli in diversi Stati europei. A questo proposito, nella giornata del 24 agosto è previsto un incontro con i consiglieri per gli Affari europei dei leader di Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia e Irlanda. Il 29 giugno, in seguito alla decisione di Roma di chiudere i porti italiani, avvenuta quando il ministro degli Interni e vice primo ministro, Matteo Salvini, decise di non permettere alle nave Aquarius, con a bordo 629 migranti, di approdare in Italia, i capi di Stato europei si erano incontrati per discutere la situazione, raggiungendo un accordo, non vincolante, in base al quale ogni Paese avrebbe accettato un certo numero di migranti. Tuttavia, Salvini aveva sottolineato che solamente Italia e Francia avevano tenuto fede al patto.

Per quanto riguarda la situazione della Diciotti, solamente la Germania si è resa disponibile all’appello alla solidarietà da parte dell’Italia. Un portavoce del Ministero dell’Interno tedesco ha dichiarato che non è stata ancora presa alcuna decisione a riguardo, ma che Berlino rispetta la sua responsabilità umanitaria “nell’ambito della solidarietà europea”, sottolineando altresì l’importanza che anche gli altri Stati del blocco facciano la loro parte. Anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, si è espresso sulla vicenda: “Se gli Stati membri avessero seguito la proposta di riforma di Dublino relativa ai migranti, il problema della Diciotti si sarebbe già risolto alla radice, poiché tali misure prevedevano il ricollocamento immediato dei richiedenti asilo. Coloro che vi si oppongono devono farsi carico del problema o devono essere sanzionati, poiché la solidarietà non è a senso unico”.

Il 23 agosto, il ministro degli Interni italiano aveva permesso ai minori a bordo della Diciotti di sbarcare, dopo i numerosi appelli di alcuni gruppi umanitari come l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), Medici Senza Frontiere, Save the Children e altri. Il direttore della missione italiana dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), Federico Soda, ha rilasciato una dichiarazione dove spiega che i migranti che arrivano dalla Libia spesso sono vittime di violenze, abusi e torture e la loro vulnerabilità dovrebbe essere velocemente identificata e gestita. Una psicologa di Medici Senza Frontiere ha dichiarato di aver parlato con i minori che sono sbarcati a Catania, che le hanno rivelato di aver passato almeno un anno in prigione, dove hanno subito maltrattamenti e abusi.

La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona in relazione al caso della Diciotti, alla notizia del quale Salvini aveva giustificato le sue politiche, volte a difendere i confini dell’Italia e salvaguardarne la sicurezza. Il ministro si era anche detto disponibile a rispondere delle accuse. Secondo l’ANSA, c’è il rischio che la violazione dei diritti sulla Diciotti abbia la possibile configurazione dei “reati di tortura e sequestro”, sia con riferimento alle convenzioni internazionali che per la legge italiana. Tuttavia, la magistratura non può emettere nessun provvedimento che disponga lo sbarco dei migranti, ma può solamente avviare le indagini e accertare la responsabilità di chi ha ordinato il divieto di sbarco, ha spiegato Roberto Virzo, docente di Diritto Internazionale presso la LUISS di Roma. Le persone soccorse dalla guardia costiera italiana sono sotto la giurisdizione italiana ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Se i migranti dovessero trovarsi in condizioni inaccettabili, degradanti e lesive della loro dignità, l’Italia si troverebbe in violazione di tale documento. Inoltre, dal punto di vista delle legge italiana, i possibili reati sono quello di sequestro e tortura. Pertanto, ha spiegato Virzo, i soggetti non possono essere trattenuti senza una valida ragione e la valutazione dello stato di fermo spetta a un giudice. Sulla vicenda, inoltre, potrebbe intervenire altresì il ministro della Difesa, dato che la nave Diciotti è una nave militare italiana.

Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, l’imbarcazione aveva tratto in salvo i migranti, che si trovavano su un barcone con il motore in avaria e infiltrazioni d’acqua. L’imbarcazione italiana aveva eseguito il salvataggio in acque maltesi, chiedendo in seguito di poter approdare a Malta, ma ricevendo un rifiuto. Secondo le fonti de La Valletta, il barcone sul quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e i rifugiati erano stati salvati più vicino all’isola di Lampedusa che a quella di Malta. Il governo de La Valletta aveva altresì spiegato che il barcone aveva rifiutato l’assistenza di una nave di pattuglia maltese, poiché i rifugiati stessi avevano comunicato di voler proseguire fino alla destinazione finale, ossia l’Italia, ma le autorità di Malta avevano dichiarato di aver monitorato l’imbarcazione mentre transitava per la zona di ricerca e soccorso di competenza de La Valletta. Dopo 5 giorni durante i quali la Diciotti era rimasta al largo, in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro dove dirigersi, il 20 agosto alla nave era stato permesso di attraccare a Catania, senza tuttavia far sbarcare i migranti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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