In futuro vedremo il collasso dell’ONU?

Pubblicato il 22 agosto 2018 alle 6:03 in Europa USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR), Zeid Ra’ad al-Hussein, ha dichiarato che i 5 Stati membri permanenti del Consiglio di Sicurezza detengono troppo potere all’ONU, avvisando che tale squilibrio potrebbe portare al collasso dell’organizzazione mondiale stessa.

La Cina, la Francia, il Regno Unito, la Russia e gli Stati Uniti “sono coinvolte in troppe attività”, ha detto Hussein ai giornalisti a Ginevra, lunedì 20 agosto. “Quando cooperano, le cose vanno avanti; se non sono d’accordo, si blocca tutto e l’Organizzazione diventa marginale per la risoluzione dei conflitti di cui siamo testimoni. Tutto questo deve cambiare, altrimenti l’ONU potrebbe collassare, a grande costo della comunità internazionale” ha spiegato l’Alto commissario, riferendosi al fatto che i 5 membri permanenti detengono il diritto di veto, ossia la possibilità di bloccare le proposte degli altri Stati membri del Consiglio di Sicurezza. Secondo Hussein, sembra che i 5 membri permanenti abbiano creato un impasse in alcune situazioni mediante l’utilizzo del veto, e che tale paralisi sia stata provocata più spesso da Stati Uniti, Russia e Cina, che non da Regno Unito e Francia.

Hussein si è attirato numerosi consensi tra i difensori dei diritti umani per la sua franchezza, ma ha ricevuto anche molte valutazioni negative da parte di alcuni governi. L’uomo aveva direttamente criticato numerosi leader mondiali, incluso l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello delle Filippine, Rodrigo Duterte, così come il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, accusandoli di alimentare le tensioni etniche e religiose. Hussein si era altresì pronunciato sul trattamento dei palestinesi da parte di Israele e sulle violazioni dei diritti umani nella guerra civile in Siria.

A dicembre 2017, l’Alto commissario aveva annunciato il suo desiderio di ritirarsi dall’incarico alla conclusione del suo mandato, che terminerà il 31 agosto, affermando che la prospettiva che qualcuno potesse chiedergli di rimanere in carica lo riempiva di timore. L’uomo ha chiesto che la durata dell’incarico venga ridotta a un mandato solo, per assicurare che l’Alto commissario eviti macchinazioni politiche per assicurarsi altri 4 anni in carica.

Hussein ha spiegato che, nonostante durante i suoi 4 anni in carica abbia fatto molti sforzi per portare alla luce le violazioni ai diritti umani in ogni continente, non è ottimista sul futuro. L’uomo ha dichiarato che durante il suo mandato, ha capito che “tutti gli Stati sono in corso d’opera e che basta una o due generazioni di politici sconsiderati per distruggere un Paese”. L’Alto commissario si è detto preoccupato dal ritorno di demagoghi, mezze verità, ciarlatani che diffondono la paura, xenofobia e il fatto che alcuni estremisti violenti, come ad esempio l’ISIS, vengano utilizzati per difendere tutte le attività che alcuni governi portano avanti.

L’uomo verrà sostituito dalla ex presidentessa del Cile, Michelle Bachelet, scelta dal segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres. Secondo il quotidiano The Times of Israel, Guterres vuole che la persona a capo dell’UNHCHR cambi, per evitare di perdere il supporto di alcuni potenti Stati membri. A queste voci, Hussein stesso ha risposto che il segretario generale delle Nazioni Unite gli aveva solamente chiesto di alleggerire i toni una volta sola, quando aveva criticato Trump in seguito al suo “travel ban” contro i cittadini musulmani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.