ONU: urgente proteggere i civili nel Donbass

Pubblicato il 21 agosto 2018 alle 6:02 in Europa Ucraina

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L’ONU ha chiesto un’azione urgente per proteggere milioni di civili ucraini gravemente colpiti dalle ostilità in corso nel Donbass, in una dichiarazione rilasciata sabato 19 agosto. Osnat Lubrani, la coordinatrice delle Nazioni Unite in Ucraina, si è detta profondamente preoccupata per il fatto che milioni di uomini, donne e bambini ucraini, che vivono vicino alla “linea di contatto”, un tratto lungo 450 km, sono “regolarmente esposti al fuoco di cecchini e armi di piccolo calibro, bombardamenti e rischi inaccettabili da estese miniere e contaminazione di ordigni inesplosi”, come riportato nel sito dell’ONU. La Lubrani ha inoltre reiterato un appello per il pieno rispetto del diritto umanitario internazionale.

I dati relativi alle vittime, pubblicati dalle Nazioni Unite, sono significativi. Nel corso dei cinque anni di crisi, i civili rimasti uccisi sono circa 3.000, mentre in 9.000 sono stati feriti. Inoltre, 3.4 milioni di persone lottano quotidianamente per ottenere acqua, cibo e assistenza sanitaria, esacerbando il loro stato di vulnerabilità. Secondo un report pubblicato dall’OSCE, in cui sono stati analizzati i dati del 2016, la maggioranza delle vittime, tra morti e feriti, è da attribuire ai bombardamenti, inclusi quelli con artiglieria e mortai di grosso calibro, seguiti dalle mine e dalle armi di piccolo taglio.

Nel primo semestre del 2018, circa 600.000 civili ucraini hanno ricevuto gli aiuti umanitari essenziali nelle aree più colpite del Paese. Tuttavia, Osnat Lubrani si è dichiarata preoccupata per quanto riguarda il finanziamento dell’azione dell’ONU, specificando che “i fondi per la risposta umanitaria potrebbero ammontare a meno di un terzo della somma necessaria”. Per questa ragione, si è appellata agli Stati membri dell’Organizzazione, chiedendo solidarietà nei confronti del popolo ucraino e supporto nei confronti degli sforzi effettuati dall’ONU per difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina.

L’integrità territoriale dell’Ucraina è stata particolarmente difesa dalla NATO fin dal 2014, in due principali modi. Il primo è stato il non riconoscimento dell’annessione russa della Crimea, formalizzata il 20 marzo 2014 con la firma del Trattato di Adesione, che è stata sanzionata con misure restrittive provenienti dall’Unione Europea e dagli USA. In secondo luogo, è in atto il tentativo di contrastare le forze separatiste delle regioni russofone del Donbas, le cui truppe sembrerebbero essere sostenute proprio dal Cremlino, come riportato nella legge di reintegrazione del Donbass, che definisce i territori di Donetsk e Lugansk “territori occupati” e classifica la Russia come “occupante”. Per ristabilire la pace nella regione, è stato firmato il Protocollo di Minsk nel 2014 e il Pacchetto di Misure per l’Implementazione degli Accordi di Minsk, oggi noto come Minsk II, nel 2015. Entrambi gli accordi prevedono una serie di misure che le due parti dovrebbero adottare per arrivare ad una pacificazione, tra cui un cessate il fuoco bilaterale immediato.

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Cristina Lipari

di Redazione

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