L’ISIS rivendica gli attentati in Russia

Pubblicato il 21 agosto 2018 alle 12:40 in Cecenia Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ISIS ha rivendicato gli attacchi coordinati effettuati da cinque adolescenti lunedì 20 agosto in Russia, nella Repubblica di Cecenia, regione a maggioranza musulmana situata nel Caucaso settentrionale. Gli attacchi sono iniziati alle 10.30 ora locale, quando due ragazzi armati di coltello hanno cercato di assaltare una stazione di polizia nel distretto di Shalinsky, a 36 chilometri a sud-est dalla capitale cecena Grozny. Gli attentatori sono riusciti a ferire due ufficiali prima di essere uccisi a colpi di arma da fuoco, come riferito da Russia Today. Poco più tardi, un giovane si è fatto esplodere mentre si avvicinava ad un posto di blocco nel vicino villaggio di Mesker-Yurt. Secondo quanto riportato dall’emittente russa, l’esplosione non ha provocato vittime. Anche l’attentatore è sopravvissuto alla detonazione ed è stato successivamente portato in ospedale, sotto la supervisione della polizia. In seguito, altri due ragazzi a bordo di una Mercedes hanno investito due agenti nella capitale Grozny. Russia Today ha riportato che, durante l’inseguimento, la polizia ha usato delle armi da fuoco, uccidendo sia l’autista che il passeggero.

Jambulat Umarov, il ministro dell’Informazione della Cecenia, ha spiegato, con riferimento all’ultimo attacco, che il ragazzo più grande, alla guida del veicolo, aveva meno di 17 anni e che, secondo le informazioni disponibili, il più giovane aveva 11 anni. Umarov ha inoltre dichiarato all’agenzia di stampa russa Tass che l’ISIS ha sviluppato “dei programmi speciali per fare il lavaggio del cervello agli adolescenti” e che l’età media degli attentatori sta gradualmente diminuendo, specificando che tra i militanti è frequente vedere ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Russia Today riporta che l’identità degli attentatori è stata stabilita, e tutti risultano essere residenti in Cecenia.

Anche Ramzan Kadyrov, il Presidente della Repubblica di Cecenia, che si trovava in visita in Arabia Saudita nel momento degli attacchi, ritiene che gli attentatori potrebbero aver subito l’influenza dell’ISIS veicolata tramite i social networks. Si tratta, a suo avviso, di una propaganda che “confonde i giovani adulti”, come riporta Al Jazeera. Kadyrov ha tuttavia sottolineato che la situazione in Cecenia fosse “calma” e che l’organizzazione terroristica non avesse supporto nella regione.

La sera di lunedì 20 agosto L’ISIS, attraverso la sua agenzia di stampa Amaq,  ha rivendicato il suo coinvolgimento nell’attentato. “I combattenti dello Stato islamico hanno attaccato agenti di polizia ceceni ed elementi di Grozny e Shali in Mesker-Yurt”: questo è il messaggio comparso su Amaq, citato da Al Jazeera. Tuttavia, come sottolinea il New York Times, lo Stato Islamico, nel rivendicare l’attacco non ha apportato nessuna prova per dimostrare il suo effettivo coinvolgimento, né ulteriori dettagli sugli eventi.

Ekaterina Sokrianskaia, direttrice del Centro di Analisi e Prevenzione dei Conflitti ha spiegato a Independent che le tattiche messe in atto nell’attacco sembrano corrispondere a quelle del modello standard della regione.  

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Cristina Lipari

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.