Immigrazione: nave Diciotti a Catania, ma Salvini non autorizza lo sbarco dei migranti

Pubblicato il 21 agosto 2018 alle 10:39 in Immigrazione Italia

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La nave Diciotti della guardia costiera italiana, con a bordo 177 migranti salvati in mare nella notte tra il 15 e il 16 agosto, ha raggiunto il porto di Catania il 20 agosto alle 23.30, ma il ministro degli Interni, Matteo Salvini, non darà l’autorizzazione all’attracco fino a quando non avrà la certezza che le persone a bordo saranno inviate altrove.

Inizialmente, l’imbarcazione doveva dirigersi verso Pozzallo, nel ragusano, ma il governo italiano aveva cambiato idea, mandando la nave verso Catania. La nave è ormeggiata al molo Levante del porto della città siciliana, dove è presente il personale della guardia costiera, della polizia di Stato, della guardia di finanza e dei carabinieri, ma non ci sono volontari o membri della Protezione Civile italiana per l’assistenza allo sbarco. 

Il 20 agosto, il Ministero degli Esteri italiano aveva rilasciato una dichiarazione dove affidava alla Commissione Europea il compito di individuare i Paesi membri dell’UE disponibili ad accogliere le persone salvate in mare. L’organizzazione europea ha fatto sapere di essere già al lavoro: Bruxelles ha spiegato di essere in trattative con alcuni Stati per individuare chi di loro accoglierà i migranti sulla Diciotti, ma ha non ha comunicato quali Paesi sono stati coinvolti e quando verrà presa la decisione. Fonti del Viminale italiano hanno comunicato che, fino a quando l’Unione Europea non si pronuncerà sulla questione, dall’imbarcazione italiana non scenderà nessuno.

Salvini aveva ribadito, il 20 agosto, la necessità che tutti i Paesi del blocco europeo facciano la loro parte, accettando di accogliere alcuni migranti, minacciando di rimandare i rifugiati in Libia se le persone a bordo della nave Diciotti non verranno suddivise sul territorio europeo. Tuttavia, secondo la legge internazionale, le persone salvate in mare non possono essere rimandate nel Paese da dove sono partite, se questo è considerato un luogo non sicuro, e sia l’Unione Europea che le Nazioni Unite hanno indicato la Libia come tale.

La nave Diciotti aveva tratto in salvo i migranti nella notte tra il 15 e il 16 agosto. Le persone si trovavano su un barcone con il motore in avaria e infiltrazioni d’acqua. Inizialmente, a bordo si trovavano 190 rifugiati, ma 13 di loro erano stati evacuati per soccorso medico. Sulla Diciotti, inoltre, ci sono diversi minorenni e, secondo l’organizzazione umanitaria Save the Children, 28 di loro non sono accompagnati. L’imbarcazione italiana aveva eseguito il salvataggio in acque maltesi, chiedendo in seguito di poter approdare a Malta, ma ricevendo un rifiuto. Secondo le fonti de La Valletta, il barcone sul quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e i rifugiati erano stati salvati più vicino all’isola di Lampedusa che a quella di Malta. Il governo de La Valletta aveva altresì spiegato che il barcone aveva rifiutato l’assistenza di una nave di pattuglia maltese, poiché i rifugiati stessi avevano comunicato di voler proseguire fino alla destinazione finale, ossia l’Italia, ma le autorità di Malta avevano dichiarato di aver monitorato l’imbarcazione mentre transitava per la zona di ricerca e soccorso di competenza de La Valletta.

Dal 2014, sono circa 650.000 i migranti arrivati sulle coste italiane. Più di una volta, Salvini ha dichiarato che il Paese “non sarà più il campo profughi dell’Europa”, chiudendo i porti e chiedendo ai membri dell’Unione Europea di suddividere le persone arrivate tra le varie nazioni. Il 10 giugno, il ministro degli Interni italiano aveva impedito all’imbarcazione Aquarius, con a bordo 629 migranti, di raggiungere l’Italia. La vicenda aveva sollevato una serie di tensioni fra i diversi Stati membri dell’Unione Europea, tanto che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva organizzato una riunione fra i leader europei, il 24 giugno. Nonostante tale incontro, i porti italiani erano rimasti chiusi anche per altre navi umanitarie. Anche Malta si era rifiutata di accogliere la imbarcazioni con a bordo rifugiati salvati in mare, poiché il governo maltese, come Salvini, ritiene che le organizzazioni umanitarie, mediante le loro attività di salvataggio, favoriscano il lavoro dei trafficanti di persone.

Venerdì 29 giugno, i leader europei, riuniti a Bruxelles, avevano raggiunto un accordo per quanto riguarda l’immigrazione, che prevedeva controlli più efficaci ai confini dell’Unione Europea con l’obiettivo di bloccare i flussi di immigrazione illegale e la suddivisione dei migranti su tutto il territorio europeo. Sia Salvini che il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, si erano detti soddisfatti degli esiti delle trattative con gli altri Stati dell’Unione Europea. Tuttavia, il documento firmato non obbliga gli altri Paesi del blocco a condividere i migranti salvati in mare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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