Cina – USA: previste trattative commerciali sui dazi il 22 e 23 agosto

Pubblicato il 21 agosto 2018 alle 6:03 in Cina USA e Canada

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La Cina e gli Stati Uniti intraprenderanno trattative commerciali ad agosto, secondo quanto comunicato dai 2 governi, per cercare di ridurre mesi di tensioni relative all’imposizione, da parte di entrambi i Paesi, di una serie di dazi.

Una delegazione cinese guidata dal viceministro del Commercio, Wang Shouwen, incontrerà i rappresentanti degli Stati Uniti, guidati dal sottosegretario del Tesoro per gli Affari Internazionali, David Malpass, secondo quanto comunicato dal Ministero del Commercio cinese. Pechino ha dichiarato che l’incontro è stato organizzato su invito degli Stati Uniti. Secondo il Wall Street Journal, le trattative avranno luogo a Washington il 22 e 23 agosto, nello stesso periodo durante il quale entreranno in vigore nuovi dazi statunitensi su circa 16 miliardi di beni cinesi, ai quali la Cina ha risposto imponendo ulteriori tariffe sulla stessa cifra di beni statunitensi. Si tratta del primo incontro fra le due parti dall’inizio di giugno, quando il segretario per il Commercio statunitense, Wilbur Ross, aveva incontrato il vicepremier cinese, Liu He, a Pechino, ma era tornato in patria senza aver raggiunto alcun accordo in merito alla questione delle tariffe.

Gli analisti e i funzionari commerciali considerano positivo l’incontro fra le autorità dei due Paesi, ma nonostante ciò ritengono che difficilmente tali trattative porteranno a una svolta nella situazione, poiché coinvolgono funzionari di basso livello guidati, da parte degli Stati Uniti, dal Dipartimento del Tesoro, e non dal Rappresentante per il Commercio del Paese (USTR). Inoltre, rimangono le differenze con le richieste di Washington, che desidera che Pechino migliori l’accesso al mercato e la protezione della priorità intellettuale per le aziende statunitensi, tagli i sussidi industriali e decurti il deficit commerciale con la Cina di 375 miliardi di dollari.

Quattro fonti statunitensi e cinesi della comunità commerciale hanno dichiarato di avere basse aspettative per i negoziati, in particolare perché i funzionari dell’USTR non sono stati coinvolti. Secondo tali fonti, l’invito ad aprire le trattative potrebbe essere volto a stabilizzare i mercati. Nonostante ciò, Reuters ha riportato che il cauto ottimismo sulle trattative fra Pechino e Washington ha provocato un aumento delle quote in Borsa.

Il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, ha avvertito Pechino di non sottovalutare determinazione del presidente statunitense, Donald Trump, nel voler cambiare le politiche economiche cinesi. “Il governo cinese tutto non deve trascurare la tenacia e la volontà del presidente nel continuare questa battaglia per eliminare i dazi, le barriere e le quote non relative alle tariffe, per fermare il furto della proprietà intellettuale e porre fine al trasferimento forzato della tecnologia” ha aggiunto l’uomo. Kudlow, che è a capo del Consiglio Economico della Casa Bianca, non ha rilasciato commenti sugli obiettivi specifici delle trattative tra Malpass e Wang.

Nell’ultimo incontro di gabinetto della Casa Bianca, Kudlow aveva dichiarato che il declino della valuta cinese negli ultimi mesi ha mostrato che gli Stati Uniti sono in vantaggio nella guerra commerciale. Secondo il consigliere, gli investitori stanno lasciando la Cina per recarsi negli Stati Uniti, dove l’economia è migliore, mentre l’andamento di quella cinese è considerato “terribile”.

Dal 23 marzo, le esportazioni cinesi di acciaio e alluminio erano state colpite con dazi statunitensi del 25% e del 10%. Pechino aveva risposto a tale misura il giorno seguente, annunciando tariffe nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. In seguito, il 14 giugno, Trump aveva approvato dazi su prodotti cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari e aveva poi minacciato Pechino con ulteriori dazi, per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari, in caso di ritorsioni da parte della Cina che, a sua volta, aveva delineato un piano tariffario ai danni di Washington consistente in dazi su prodotti statunitensi per un totale di 50 miliardi di dollari. Il 6 luglio, gli Stati Uniti avevano risposto, imponendo dazi addizionali del 25% sui prodotti cinesi, per un valore di 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”. Il 10 luglio, inoltre, Washington aveva minacciato tariffe del 10% su un elenco di prodotti cinesi dal valore complessivo di 200 miliardi di dollari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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