Immigrazione: la nave Diciotti si dirige verso la Sicilia

Pubblicato il 20 agosto 2018 alle 15:45 in Immigrazione Italia

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La nave Diciotti della guardia costiera italiana, con a bordo 177 migranti salvati in mare tra il 15 e il 16 agosto, e da giorni ferma nelle acque nei pressi di Lampedusa, si sta dirigendo verso Pozzallo, in Sicilia.

Il ministro degli Interni e vicepremier italiano, Matteo Salvini, in una intervista rilasciata alla televisione italiana ha dichiarato che l’imbarcazione potrà sbarcare in Italia solamente se le persone a bordo verranno suddivise tra gli Stati membri dell’Unione Europea. “Facessero la cortesia di fare la loro parte, dal momento che abbiamo accolto più di 7’ mila persone arrivate via mare” ha aggiunto il vice primo ministro, che ha altresì ribadito che, in caso contrario, ha intenzione di rimandare i migranti in un porto libico. Tuttavia, secondo la legge internazionale, i rifugiati salvati in mare non possono essere rimandati nel Paese da dove sono partiti, se questo è considerato un luogo non sicuro, e sia l’Unione Europea che le Nazioni Unite hanno indicato la Libia come tale. Salvini aveva già rimarcato la sua opinione il 19 agosto, insieme al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che aveva altresì criticato l’atteggiamento di Malta, suggerendo l’imposizione di sanzioni sull’isola.

Il Ministero degli Esteri italiano ha comunicato di aver investito ufficialmente e formalmente la Commissione Europea della questione, “affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell’Unione Europea, concordati al Consiglio Europeo di giugno 2018, con riferimento ai flussi migratori”. Nel comunicato, si legge altresì che il Governo italiano ritiene indispensabile che la Commissione assuma direttamente l’iniziativa, volta a individuare i Paesi del blocco europeo disponibili ad accogliere le persone salvate in mare. Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha spiegato che “un’azione decisa da parte delle istituzioni europee sull’argomento può consentire di superare in modo ordinato e sistemico le difficoltà e rendere strutturale l’approccio di condivisione degli oneri sulla base di intese ad hoc fra gli stessi Stati”. Milanesi ha altresì dichiarato che trovare una soluzione europea coordinata in tema di lotta contro i trafficanti di essere umani e di accoglienza di chi ha diritto di asilo nell’Unione Europea è un tema che trova l’Italia “in sintonia” con Francia e Germania.

Da quando Tripoli ha inasprito i controlli sui trafficanti di persone, il numero di migranti che passa da quella che è considerata la principale rotta migratoria verso l’Europa, ossia dalla Libia all’Italia attraverso il Mar Mediterraneo, è diminuito. Tuttavia, ci sono ancora centinaia di persone che muoiono in mare e l’estate e la stagione prescelta dai migranti per tentare l’attraversamento verso l’Unione Europea.  In questo contesto, a causa delle pressioni esercitate da Italia e Malta, gran parte delle navi gestite dalle ONG umanitarie hanno cessato le loro attività di ricerca e salvataggio in mare a largo delle coste libiche. Circa 720 persone sono morte in mare tra giugno e luglio, ossia da quando le navi umanitarie sono state per lo più assenti nell’area, secondo le stime di Amnesty International, che ha altresì accusato l’Italia e l’Unione Europea di “complicità” con la Libia tramite il loro rafforzato sostegno alla Guardia Costiera affinché essa impedisca le partenze e intercetti i migranti in mare per riportarli sulla terraferma, esponendoli a violenze e violazioni dei diritti umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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