Summit Merkel – Putin: nessun progresso su Ucraina, Siria e sul metanodotto

Pubblicato il 19 agosto 2018 alle 12:53 in Germania Russia

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Il summit fra la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente della Russia, Vladimir Putin, durante il quale i due leader hanno discusso della situazione in Ucraina, del progetto di costruzione del metanodotto e della Siria è terminato senza evidenti progressi.

Il portavoce del Cremlino, Dimtry Peskov, ha spiegato ai giornalisti che non è stato raggiunto alcun accordo fra le due parti, ma che l’incontro era volto semplicemente a fare il punto della situazione, dopo l’ultimo incontro fra la Merkel e Putin, avvenuto a maggio a Sochi.

All’inizio del summit, la Merkel ha sottolineato la sua idea secondo la quale l’Ucraina dovrebbe continuare ad avere un ruolo nel business di transito di gas in Europa. La cancelliera tedesca ha menzionato, accogliendolo con favore, l’inizio delle trattative su questa problematica fra Unione Europea, Russia e Ucraina.

Da parte sua, Putin ha ribattuto che il ruolo di Kiev nel business del transito del gas dovrebbe, tuttavia, avere un senso in una prospettiva commerciale. “La cosa importante è che il transito di gas su territorio ucraino, che per noi è un aspetto tradizionale, soddisfi le richieste economiche. Il Nord Stream 2 è un progetto esclusivamente economico” ha ripetuto.

I due leader considerano il progetto per il metanodotto Nord Stream 2 come un’impresa puramente commerciale, nonostante le critiche degli Stati Uniti e dell’Ucraina. “Per questo, è necessario attuare misure contro possibili attacchi illegali e non competitivi, in vista del completamento di questo progetto” ha spiegato Peskov, nonostante non abbia chiarito la natura di tali “misure”.

Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni su Berlino per fermare il metanodotto, che trasporterà il gas direttamente dalla Russia alla Germania, al di sotto del Mar Baltico, poiché ritengono che, in questo modo, il governo tedesco diventerà dipendente dalla Russia per l’energia. Da parte sua, l’Ucraina teme che il progetto permetterà a Mosca di tagliarla fuori dal business del transito del gas. Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, a luglio aveva definito il metanodotto un progetto per indebolire il Paese e lasciarlo senza profitti provenienti dall’esistente sistema di trasporto di gas.

La Merkel ha spiegato che entrambi i Paesi, ma specialmente la Russia, in quanto Stato membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno la responsabilità di cercare di risolvere le lotte in corso sia in Ucraina che in Siria. Sostenendo fermamente l’idea che le controversie possano essere affrontate solamente nel dialogo e attraverso il dialogo, la cancelliera ha altresì dichiarato di aver discusso alcune questioni pungenti riguardanti i diritti umani e le relazioni bilaterali fra i due Paesi.

Per quanto riguarda la situazione ucraina, prima dell’inizio dell’incontro la Merkel aveva spiegato che lei e Putin avrebbero discusso la prospettiva di una missione di peacekeeping delle Nazioni Unite nell’Ucraina dell’est, riconoscendo che nel Paese non esiste un cessate-il-fuoco, che invece dovrebbe essere in vigore in base agli accordi di pace di Minsk. La Merkel spera in nuovi tentativi, da attuare all’inizio del nuovo anno scolastico, per liberare la regione del Donbass dalla lotta tra le forze militari ucraine e i separatisti.

Fin dall’annessione della regione della Crimea alla Russia, nel 2014, i Paesi NATO si sono impegnati per la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina, da una parte non riconoscendo l’annessione stessa, e dall’altra cercando di contrastare le forze separatiste delle regioni russofone del Donbass, le cui truppe sembrerebbero essere sostenute proprio dal Cremlino. Per ristabilire la pace nella regione, nel 2014 era stato firmato il Protocollo di Minsk e, nel 2015, il Pacchetto di Misure per l’Implementazione degli Accordi di Minsk, oggi noto come Minsk II, che prevedono una serie di misure che le due parti dovrebbero adottare per arrivare ad una pacificazione, tra cui un cessate il fuoco bilaterale immediato. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha dichiarato alla stampa di sperare di dare nuovo adito al processo di pace di Minsk. L’uomo ha aggiunto che la rimozione delle sanzioni imposte sulla Russia in seguito al mancato rispetto degli accordi di pace sarà discussa solamente quanto tali patti verranno attuati.

Durante il summit, entrambi i leader hanno dichiarato di condividere la preoccupazione riguardo ai numerosi rifugiati siriani e alla loro attuale situazione, dovuta alla guerra civile nel Paese, che dura ormai da 7 anni. La Merkel ha sottolineato l’importanza di evitare che nella regione siriana di Idlib e nel resto del Paese si verifichi una crisi umanitaria e ha dichiarato che sia lei sia il presidente del Cremlino avevano già discusso la questione delle riforme costituzionali e di possibili elezioni nel Paese mediorientale durante il loro ultimo incontro di maggio a Sochi. Putin ha spiegato ai giornalisti che deve essere fatto tutto il possibile per aiutare i rifugiati siriani a tornare nel loro Paese, sottolineando che la Siria ha bisogno di aiuti per essere ricostruita. Nel Paese mediorientale è in atto una guerra civile dal 15 marzo 2011. Mosca intervenne nel conflitto nel 2015, a favore del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, mentre gli Stati Uniti sostengono i ribelli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

 

di Redazione

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