Putin incontra la Merkel per parlare della situazione in Ucraina e in Siria

Pubblicato il 18 agosto 2018 alle 11:12 in Germania Russia

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente russo, Vladimir Putin, si incontreranno, sabato 18 agosto, per parlare dei conflitti in Ucraina e in Siria e del progetto del metanodotto Nord Stream 2, criticato sia da Washington che da Kiev.

Si tratta del primo incontro in Germania tra i due leader da quando la Russia ha annesso la Crimea, nel 2014. Secondo Al Jazeera in lingua inglese, il summit offrirà a Putin e alla Merkel l’opportunità di rafforzare la loro relazione contro le aggressive politiche commerciali attuate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che comprendono altresì l’imposizione di tariffe su acciaio e alluminio europei e ulteriori sanzioni contro la Russia.

Prima dell’inizio del summit, i due leader rilasceranno entrambi una dichiarazione, specificando che non risponderanno ad alcuna domanda da parte dei giornalisti. La Merkel ha avvisato il suo governo, venerdì 17 agosto, di non aspettarsi troppo dal suo incontro con Putin, ma ha aggiunto che i due Paesi hanno bisogno di mantenere un dialogo permanente riguardo la lista di problemi che devono affrontare. La cancelliera ha spiegato ai giornalisti che il summit con il presidente russo è “un incontro di lavoro dal quale non bisogna aspettarsi risultati specifici”.

Nonostante tale avvertimento, il portavoce delle politiche estere del blocco conservatore della Merkel, Juergen Hardt, e Achim Post, un membro anziano dei Socialdemocratici, partito junior nel governo di coalizione, sono stati più ottimisti. In un’intervista pubblicata sabato 18 agosto su due quotidiani tedeschi, lo Stuttgard Zeitung e lo Stuttgarter Nachrichten, Hardt ha spiegato che Putin necessita di partner internazionali dopo essere arrivato a un punto morto in Siria e in Ucraina dell’est. Post ha dichiarato di aspettarsi che sia la Merkel che Putin cercheranno soluzioni pragmatiche in base agli interessi comuni.

L’ultimo incontro dei due leader si era verificato ad aprile a Sochi, dove i due leader avevano parlato della crisi ucraina e dell’inizio dei lavori di costruzione per l’espansione di un metanodotto, noto con il nome di Nord Stream 2, che trasporterà il gas dalla Russia alla Germania al di sotto del Mar Baltico. Sia gli Stati Uniti che l’Ucraina hanno criticato tale progetto. Washington sta facendo pressioni per fermare i lavori poiché ritiene che tale metanodotto non farà altro che aumentare la dipendenza di Berlino dall’energia russa. Il governo ucraino, invece, da una parte teme che il Nord Stream 2 permetterà a Mosca di tagliare il Paese fuori dal commercio di gas, mentre dall’altra è preoccupato dal fatto che il progetto potrebbe minare i tentativi dell’Unione Europea per convincere il Cremlino a liberare la Crimea e risolvere la ribellione pro-Russia in Ucraina dell’est.

La Russia e il mondo occidentale sono ancora in contrasto a causa dell’annessione di Mosca della regione ucraina della Crimea, nel 2014, e del successivo conflitto tra i separatisti sostenuti dal governo russo nel Paese e l’esercito ucraino. Fin dall’annessione della regione, i Paesi NATO si sono impegnati per la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina, da una parte non riconoscendo l’annessione stessa, e dall’altra cercando di contrastare le forze separatiste delle regioni russofone del Donbass, le cui truppe sembrerebbero essere sostenute proprio dal Cremlino. Per ristabilire la pace nella regione, nel 2014 era stato firmato il Protocollo di Minsk e, nel 2015, il Pacchetto di Misure per l’Implementazione degli Accordi di Minsk, oggi noto come Minsk II, che prevedono una serie di misure che le due parti dovrebbero adottare per arrivare ad una pacificazione, tra cui un cessate il fuoco bilaterale immediato.

Per quanto riguarda la Siria, invece, Berlino vuole che Putin definisca un cessate-il-fuoco duraturo nel Paese, accordandosi con gli Stati Uniti. Venerdì 17 agosto, la Merkel ha affermato di considerare possibile un incontro tra Germania, Russia, Turchia e Francia riguardante la situazione siriana. Nel Paese mediorientale è in atto una guerra civile dal 15 marzo 2011. Mosca intervenne nel conflitto nel 2015, a favore del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, mentre Washington sostiene i ribelli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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