L’America Latina tra Washington, Mosca e Pechino

Pubblicato il 18 agosto 2018 alle 6:04 in America Latina USA e Canada

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Il Segretario alla difesa USA, James Mattis, ha iniziato il 15 agosto scorso un viaggio ufficiale in America Latina. Obiettivo della visita dell’inviato di Washington è mettere in risalto i legami tra gli Stati Uniti e i paesi della regione e, allo stesso tempo, mettere in guardia sulle conseguenze dello sviluppo delle relazioni con Mosca e Pechino.

“La Casa Bianca ha dichiarato il 2018 “Anno delle Americhe “e il tour del segretario evidenzia i forti legami di difesa del Dipartimento con Brasile, Argentina, Cile e Colombia” – si legge in una dichiarazione del Pentagono, dove si sottolinea che Mattis incontrerà alti ufficiali di diversi paesi sudamericani.

Dall’inizio di quest’anno, anche l’ex segretario di stato Rex Tillerson e il vicepresidente Mike Pence hanno visitato la regione con l’obiettivo di inviare un segnale sul rafforzamento delle alleanze interamericane e per evidenziare un maggiore interesse nella regione da parte degli investitori americani. Un’inversione di tendenza rispetto all’amministrazione Obama e al primo anno di presidenza Trump, quando Washington mostrò scarso interesse per l’America centrale e meridionale, lasciando spazio a Mosca e a Pechino.

Secondo Mattis, gli Stati Uniti sostengono “decisioni sovrane di Stati sovrani”, ma avvertono i vicini meridionali del rischio di “invasioni da altri paesi”, con riferimento a Russia e Cina, che negli ultimi anni, come detto anche per disinteresse da parte di Washington, sono riuscite a rafforzare i legami con l’America Latina. L’attività di Mosca e Pechino è vista da Washington come un tentativo di rimodellare l’ordine mondiale esistente, sottolinea l’analista politico russo Jurij Paniev. 

Pechino è ormai da tempo il primo partner commerciale di quasi tutti i paesi della regione e il sostegno finanziario cinese, tramite acquisti da aziende pubbliche di paesi quali Brasile, Ecuador o Venezuela e investimenti diretti in Perù, Argentina e Cuba, tra gli altri, hanno rappresentato spesso un “salvagente” per le economie latinoamericane, tanto che il presidente dell’Uruguay Vázquez ha esortato recentemente i partner del Mercosur a cercare un’accordo commerciale con Pechino e non con l’Unione Europea. 

Secondo i funzionari statunitensi, Mosca sta aumentando sempre più la sua presenza militare nella regione, inviando navi e compiendo operazioni di ricognizione. È vero che la Russia cerca di ripristinare o rafforzare i legami militari con diversi paesi dell’America Latina, vendendo armi avanzate.

La Russia offre ai paesi della regione materiale bellico competitivo e relativamente a basso costo rispetto a quello statunitense. Elicotteri e armi leggere russe sono molto richiesti nella regione. C’è molto interesse per i caccia multiruolo Su-30 e i caccia da superiorità aerea MiG-29M / M2. In particolare quest’ultimo caccia è in dotazione alle forze aeree non solo di Cuba, storica alleata di Mosca, ma anche del Perù, che nel 2008 ha siglato un accordo con la Mikoyan, l’azienda produttrice del MiG, per potenziare 8 dei suoi 17 caccia di questa classe. I Su-30 sono invece in dotazione all’aviazione venezuelana.

Oltre al Venezuela e a Cuba, importanti partner di Mosca in campo militare, cui viene fornito un numero significativo di armi di vario tipo, pesanti e leggere, oltre che di tecnologia bellica, materiale militare russo viene utilizzato dalle forze armate di Brasile, Colombia e, come detto, Perù. Mosca ha grandi speranze, inoltre, per lo sviluppo delle relazioni con Argentina e Messico. Nei mesi scorse sono state delineate le prospettive per la cooperazione russo-argentina nel campo della produzione congiunta di attrezzature navali.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione da inglese, spagnolo e russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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