Immigrazione: Italia e Malta in disaccordo sull’accoglienza di 177 migranti

Pubblicato il 17 agosto 2018 alle 17:01 in Europa Immigrazione

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Una nuova polemica è sorta fra Malta e Italia riguardo a quale dei due governi debba assumersi la responsabilità di accogliere i 177 migranti salvati dalla Guardia Costiera italiana.

I migranti si trovavano su un barcone con il motore in avaria e con infiltrazioni d’acqua a bordo e sono stati salvati dalla nave Diciotti, della Capitaneria italiana, sotto coordinamento delle autorità di Malta. Inizialmente, le persone a bordo erano 190, ma 13 sono state evacuate per soccorso medico. L’imbarcazione italiana ha eseguito il salvataggio in acque maltesi, nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 agosto, chiedendo in seguito di poter approdare a Malta, ma ricevendo un rifiuto. Al momento, l’imbarcazione si trova tra acque italiane e maltesi in attesa di istruzioni.

Il ministro degli Interni e vicepremier italiano, Matteo Salvini, ha commentato la vicenda su Twitter, dove ha comunicato che il barcone in difficoltà era stato ignorato e accompagnato in acque italiane dalla autorità maltesi. Giovedì 16 agosto, La Valletta ha risposto che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e che le persone sono state salvate più vicino all’isola di Lampedusa che quella di Malta. Il governo ha aggiunto che il barcone ha rifiutato l’assistenza di una nave di pattuglia maltese, che ha monitorato l’imbarcazione mentre transitava per la zona di ricerca e soccorso di competenza de La Valletta, preferendo continuare verso la loro destinazione finale, ossia l’Italia. “Il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma non ha mostrato alcun interesse riguardo la sicurezza dei migranti quando il barcone si trovava nella zona di ricerca e soccorso della Libia, e non è stato coerente nel fornire assistenza tra le due aree, nonostante la situazione a bordo fosse rimasta la stessa. Ciò significa che l’Italia non ha nessun appiglio legale per chiedere a Malta di fornire un porto sicuro per quest’ultimo caso” ha dichiarato il governo maltese.

Martedì 14 agosto, La Valletta aveva acconsentito ad aprire i suoi porti alla nave umanitaria Aquarius, che trasportava 141 migranti salvati al largo della Libia, che verranno inviati in Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Italia e Lussemburgo ma non a Malta stessa, che fungerà solamente da punto logistico per lo smistamento delle persone. Secondo alcune fonti, Salvini ha minacciato il governo maltese, dichiarando che se non permetterà alla nave Diciotti di entrare nei suoi porti, si tirerà indietro dalla promessa di accogliere 20 migranti dell’Aquarius.

Sono oltre 650 mila i migranti che hanno raggiunto le coste italiane dal 2014 a oggi, ma i dati inerenti ai nuovi arrivi si sono drasticamente ridotti nell’arco del 2017, in seguito al lancio di operazioni di coordinazione e addestramento della Guardia Costiera libica da parte delle autorità italiane ed europee.

Nonostante le partenze da territorio libico siano sensibilmente diminuite durante il 2018, alcuni trafficanti di persone continuano a far partire imbarcazioni. In questo contesto, a causa delle pressioni esercitate da Italia e Malta, gran parte delle navi gestite dalle ONG umanitarie hanno cessato le loro attività di ricerca e salvataggio in mare a largo delle coste libiche. Circa 720 persone sono morte in mare tra giugno e luglio, ossia da quando le navi umanitarie sono state per lo più assenti nell’area, secondo le stime di Amnesty International, che ha altresì accusato l’Italia e l’Unione Europea di “complicità” con la Libia tramite il loro rafforzato sostegno alla Guardia Costiera affinché essa impedisca le partenze e intercetti i migranti in mare per riportarli sulla terraferma, esponendoli a violenze e violazioni dei diritti umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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