Barcellona: una commemorazione carica di tensione

Pubblicato il 17 agosto 2018 alle 14:20 in Spagna

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Il presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, ha ricordato le vittime degli attacchi di Barcellona e Cambrils in un messaggio istituzionale in cui ha anche rivolto un “riconoscimento speciale” al lavoro svolto il 17 agosto 2017 dagli organismi di Pronto soccorso, dalla polizia regionale, i Mossos d’Esquadra e in particolare dall’ex maggiore Josep Lluís Trapero e dall’ex ministro degli Interni, Joaquim Forn , che ha sottolineato essere “ingiustamente imprigionato” per i reati connessi al referendum indipendentista illegale del 1 ottobre scorso.

Torra ha letto il suo messaggio dal Palau de la Generalitat, sede del governo regionale, circondato dai suoi assessori, e ha anche espresso il “massimo rifiuto del terrorismo qualunque sia il suo biglietto da visita”.

Il primo anniversario degli attacchi di quello che in Spagna è noto come 17A (17 de Agosto) si svolge nell’incertezza di sapere fino a che punto la memoria delle vittime sarà politicizzata in questa occasione. Il movimento indipendentista ha messo in scena la sua volontà di evitare i fischi contro il Re Felipe VI, che lo scorso anno hanno disturbato la commemorazione per i 17 assassinati e i 150 feriti.

Tuttavia, le dichiarazioni dei leader e una serie di eventi paralleli a quelli ufficiali organizzati da associazioni indipendentiste a favore di quelli che definiscono “prigionieri politici”, lasciano presagire ulteriori tensioni per tutta la giornata di oggi.

Il Comune di Barcellona, responsabile dell’organizzazione, ha preparato per mesi una serie di eventi volti a neutralizzare ogni sfruttamento politico della tragedia. Il sindaco, Ada Colau, il 16 agosto ha esplicitamente lanciato un appello contro la politicizzazione della commemorazione. “Abbiamo lavorato con delicatezza in modo che questo atto abbia solo le vittime come attori”.

Alle 10:00 le autorità presenti hanno posto una ghirlanda in memoria delle vittime sul mosiaco di Miró della Rambla, dove il furgone guidato da Younes Abouyaqoub ha investito centinaia di persone uccidendone tredici. Oltre al Re Felipe VI e alla regina Letizia, con il presidente del governo, Pedro Sánchez, erano presenti il presidente della Generalitat, Quim Torra, il sindaco Colau, la presidente del parlamento Ana Pastor e i leader dei principali partiti. È seguita una concentrazione in Plaça de Catalunya.

Poco distanti, i Comitati di Difesa della Repubblica (CDR), protagonisti delle mobilitazioni pro-indipendenza, hanno manifestato con lo slogan “né paura né re”, per denunciare “i legami tra l’élite spagnola e regimi come quello dell’Arabia Saudita”. Alla contro-manifestazione hanno partecipato circa 300 persone.

Contro il Re sono stati esposti manifesti che hanno causato le proteste dei partecipanti alla commemorazione. Diverse persone hanno fischiato contro chi esponeva i manifesti politicizzando la manifestazione, chiedendo “rispetto per le vittime”. La polizia regionale ha impedito ad alcuni monarchici di andare a ritirare i manifesti che campeggiavano in Plaça de Catalunya. Nel corso della commemorazione più volte i partecipanti hanno manifestato sostegno al monarca con applausi e grida di incoraggiamento.

Le due principali associazioni indipendentiste, Assemblea nazionale catalana (ANC) e Òmnium, avevano chiesto di non boicottare l’atto con fischi al Re ed evitare l’immagine offerta lo scorso anno. La ANC, tuttavia, ha deciso di boicottare l’evento, poiché non partecipa “ad eventi cui sia presente il Re di Spagna”, ottenendo il sostegno dell’estrema sinistra indipendentista della Candidatura di Unità Popolare (CUP). Le due organizzazioni hanno indetto una manifestazione nel pomeriggio presso il carcere di Lledoners (Barcellona), dove sono incarcerati i leader indipendentisti.  Nonostante il rapporto nullo tra 17A e processo sovranista, entrambe le piattaforme giustificano la mobilitazione per il fatto che si tratta di un omaggio all’ex comandante dei Mossos, Josep Lluís Trapero, e l’ex ministro degli Interni, Joaquim Forn.

Forn, che ha chiesto di non essere coinvolto nelle manifestazioni e di limitarsi a onorare le vittime, ha ricevuto nel corso della giornata la visita del presidente catalano Quim Torra. I leader indipendentisti in carcere, contribuendo non poco all’aumento della tensione, hanno inviato il 16 agosto, una lettera ai giornali La Vanguardia e ARA, chiedendo di indagare sui rapporti tra l’Imam di Ripoll, Abdelbaki Es Satty, e i servizi segreti spagnoli.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dal catalano e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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