Test nucleare clandestino di Israele scoperto grazie a pecore australiane

Pubblicato il 15 agosto 2018 alle 13:08 in Australia Israele

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Un nuovo studio condotto con pecore australiane ha fornito ulteriori prove del fatto che l’incidente di Vela fu in realtà un test nucleare condotto da Israele.

L’incidente fu registrato il 22 settembre 1979 nell’Oceano Indiano meridionale. Un satellite americano del progetto Vela, equipaggiato con apparecchiature specializzate per rilevare esplosioni nucleari, catturò una doppia raffica di luci tipica di queste reazioni.

Più tardi il luogo esatto del test fu individuato analizzando i dati dei segnali idroacustici registrati da una stazione dell’Isola di Ascensione. In particolare, si scoprì che l’incidente era avvenuto nelle vicinanze delle isole del Principe Edoardo in Sud Africa.

L’incidente fu battezzato con lo stesso nome del satellite che rivelò i lampi di luce, “Vela”, ed è stato oggetto di dibattiti che mettevano in discussione il fatto che si fosse trattato davvero un’esplosione nucleare, mentre al contempo si speculava su un possibile coinvolgimento di Israele, secondo quanto riportato dal New Zealand Herald.

Secondo quando dichiarato al giornale da Nick Wilson, un professore dell’Università di Otago, se le speculazioni fossero vere supporrebbero una seria violazione del Trattato di divieto per i test nucleari del 1963.

Lo studio rivelatore fu condotto da Christopher Wright e Lars-Erik de Geer, che analizzarono i risultati degli esami radiologici effettuati sulle tiroidi di alcune pecore. La novità delle loro scoperte si deve al fatto che fino a poco tempo fa questa informazione era secretata.

“Nel 1979 era un dato di fatto che nella tiroide degli animali, soprattutto delle pecore, si concentrasse in modo significativo lo iodio-131 radioattivo dei test nucleari atmosferici”, affermano i ricercatori.

Campioni degli organi provenienti da pecore australiane furono inviati negli Stati Uniti per le analisi. Di fatto, nel 1979 queste analisi venivano condotte mensilmente, afferma lo studio.

I risultati delle analisi condotte in tre diverse date dimostrarono che le pecore presentavano radiazioni. Il bestiame pascolava in un’area dove piovve quattro giorni dopo la rilevazione del doppio bagliore.

Lo studio rivela inoltre che l’area in cui le pecore si trovavano al pascolo era situata nella traiettoria del vento che proveniva dal luogo dell’esplosione e, a causa della curva che prese, la Nuova Zelanda non rimase colpita dalle radiazioni.

Gli scienziati concludono che un terzo test fu effettuato a dimostrazione che l’incidente di Vela fu in realtà un’esplosione nucleare, nonostante il fatto che “i segnali ottici e idroacustici fossero indicatori sufficienti e definitivi di un test nucleare”.

Per quanto riguarda le scoperte portate alla luce dallo studio, l’esperto di armi nucleari dell’Università di Stanford, Leonard Weiss, ha affermato che “ormai non c’è più alcun dubbio che si sia trattato di un’esplosione nucleare”, aggiungendo che emergono nel tempo sempre più prove circostanziali del fatto che Israele stesse conducendo tali test all’epoca.

“Israele era l’unico paese con le capacità tecniche e le motivazioni politiche per svolgere un test clandestino come questo, che, secondo alcuni rapporti, fu l’ultimo di molti e fu rilevato a causa dell’improvviso cambiamento di nuvolosità”, spiega Weiss.

La posizione ufficiale di Israele è quella di non confermare l’esistenza di un arsenale nucleare, né di smentirla. In precedenza, l’ex portavoce parlamentare di Israele, Avraham Burg, aveva affermato che il paese possiede armi nucleari e chimiche.

Da parte sua, l’ambasciatore israeliano in Nuova Zelanda ha dichiarato al quotidiano che “si tratta di un’ipotesi ridicola e priva di fondamento”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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