Mar Caspio: Mosca taglia fuori Washington

Pubblicato il 15 agosto 2018 alle 17:00 in Asia Russia

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Il 12 agosto, i presidenti di Russia, Azerbaigian, Iran, Kazakistan e Turkmenistan, al termine del V Summit del Caspio di Aqtau hanno firmato la Convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio. Un evento considerato storico dopo 22 anni di negoziati. Il bacino non sarà considerato legalmente né un lago né un mare, ma avrà uno status straordinario, tanto che la stampa avversa non esita a titolare che Putin ha ucciso il Mar Caspio.

La Convenzione firmata ad Aqtau risolve innanzitutto le controversie legate alle ricche risorse di gas e petrolio del Caspio.

Secondo quanto reso noto finora dalla stampa russa, in assenza di comunicazioni ufficiali fino alla ratifica da parte dei cinque parlamenti, l’area idrica del Mar Caspio dovrebbe essere suddivisa in acque territoriali, il cui perimetro esterno saranno confini di stato.

Come aveva spiegato il 9 agosto il viceministro degli Esteri russo Grigoryj Karasin, dal Mar Caspio, che per le sue caratteristiche naturali e geografiche non può essere considerato né un mare né un lago, è stato previsto uno speciale status giuridico: il fondo sarà suddiviso in settori nazionali, indipendentemente dalle acque territoriali.

La Convenzione sullo stato giuridico del Mar Caspio, firmata il 12 agosto, la divide in tre parti principali: acque territoriali che si estendono dalla costa per 15 miglia nautiche, la zona di pesca adiacente con una larghezza di 10 miglia e l’area internazionale delle acque. Le acque territoriali sono considerate il confine marittimo dello stato e nella zona di pesca hanno diritti esclusivi di pesca. “La spedizione, la pesca, la ricerca scientifica e la posa dei principali gasdotti saranno condotte secondo le regole concordate dalle parti” – informa il servizio stampa del Cremlino. “Quando si implementano progetti marini su larga scala, il fattore ecologico viene necessariamente preso in considerazione” – prosegue la nota del Cremlino, che conferma che i disaccordi sulla parte meridionale del Caspio sono stati affrontati ad Aqtau.

Secondo il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, l’adozione di una convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio contribuirà a completare il processo di separazione la sua superficie inferiore e tra gli stati del Caspio. “Come un documento normativo fondamentale della Convenzione definisce il regime giuridico generale del Mar Caspio – ha affermato il presidente azero – determinazione dello status giuridico del Mar Caspio faciliterà il completamento della separazione tra i lati della sua superficie inferiore in conformità con i principi e le norme del diritto internazionale”.  I fondali e il sottosuolo, nel rispetto del diritto internazionale, saranno gestiti da ciascuno stato previo accordo con i paesi “adiacenti e di fronte” secondo l’articolo 8 della Convenzione. Pertanto, per la costruzione del gasdotto Transcaspico, Baku e Ashgabat dovranno previamente accordarsi non solo tra loro, ma anche con Teheran.

La costruzione del gasdotto Transcaspico, prosecuzione di quello Transanatolico, dovrebbe portare in Europa un volume di 30 miliardi di metri cubi l’anno. Di più, sottolineano gli economisti, di quanto ha bisogno in questo momento l’Europa Meridionale.

Il grande successo russo, tuttavia, è stato l’inserimento nella Convenzione di una clausola che vieta la creazione di basi militari sul Caspio da parte di paesi terzi, il che impedirà l’installazione nella regione di basi militari USA e NATO. È significativo che il presidente russo Vladimir Putin abbia sottolineato questo come uno dei primi punti della convenzione durante il suo discorso al vertice. “E ‘importante che la Convenzione definisca chiaramente le questioni necessarie, le modalità di ricerca e di pesca, fissi i principi di cooperazione politico-militare degli Stati membri, garantisca l’uso del Mar Caspio esclusivamente per scopi pacifici e sia interdetto alle forze armate di mare di potenze extra-regionali”.

Le preoccupazioni circa la creazione di basi militari statunitensi nel Mar Caspio non sembrano affatto infondate, scrive il ricercatore dell’Accademia delle Scienze russa Aleksandr Shustov sul portale di studi euroasiatici Evrazijaèkspert.com. Guidati dai concetti geopolitici di Zbigniew Brzezinski, gli Stati Uniti negli anni ’90 e gli anni 2000 hanno fatto diversi tentativi di ottenere un punto d’appoggio in Azerbaigian. In vista della stretta cooperazione degli Stati Uniti con la Georgia e dell’inizio dell’operazione in Afghanistan nel 2001, l’Azerbaigian sarebbe potuto diventare un comodo terminale marittimo e aereo per rifornire il contingente USA di stanza in Afghanistan. La presenza di forze navali nel Caspio avrebbe aperto l’accesso degli americani alle regioni meridionali della Russia e alle province settentrionali dell’Iran, che infatti si sono sempre opposte.

La decisione di vietare a paesi terzi la zona di mare garantisce alla Russia importanti vantaggi nell’ambito delle sue forze navali. Le caratteristiche della geografia del Mar Caspio permettono di mantenere una grande parte del Medio Oriente, incluso il Golfo Persico, sotto il controllo dei radar della Federazione. Le navi russe della Flotta del Caspio rimangono invulnerabili alle flotte di paesi terzi, compresi gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. La Flotta del Caspio si è dimostrata di grande utilità strategica e di intelligence nel corso del conflitto siriano.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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