L’UE concede 15 milioni all’Ucraina per le riforme

Pubblicato il 15 agosto 2018 alle 7:00 in Europa Ucraina

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L’Unione Europea ha deciso di concedere 15.5 milioni di euro all’Ucraina per la riforma della Pubblica Amministrazione. Si tratta della seconda tranche, che arriva dopo un primo trasferimento di 10 milioni di euro effettuato nel maggio 2017. La decisione dell’UE di aumentare il suo supporto è stata presa a fronte di progressi tangibili compiuti da Kiev, durante lo scorso anno, nell’attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione, ha dichiarato Thomas Frellesen, vice capo della delegazione dell’UE in Ucraina.

Si tratta del programma dell’Unione Europea “Support to Comprehensive Reform of Public Administration in Ukraine”, che prevede un trasferimento totale di 90 milioni di euro per il sostegno del bilancio ucraino nel periodo che va da dicembre 2016 a dicembre 2022 al fine di migliorare la professionalità, la responsabilità, l’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione di Kiev, come riportato nel sito dedicato all’azione esterna dell’UE. Il Kyiv Post riporta inoltre che a questa somma si aggiungono 14 milioni di euro per l’assistenza tecnica, ovvero per fornire servizi di consulenza agli organismi statali coinvolti nell’attuazione delle riforme.

Tra l’Unione Europea e l’Ucraina è stato concluso, l’11 luglio 2017, l’Accordo di Associazione, che è entrato pienamente in vigore il 1 settembre dello stesso anno. Le negoziazioni iniziarono ben 10 anni prima, nel 2007. I primi capitoli, di stampo politico, vennero firmati nel marzo 2014, mentre gli altri il 27 giugno 2014, dopo le elezioni in Ucraina, che hanno avuto luogo il 25 maggio ed hanno portato al potere Petro Poroshenko con il 54,7% dei consensi. Alcune parti dell’accordo, politiche e settoriali, vennero applicate in via provvisoria già dal 1 settembre del 2014, mentre dal 1 gennaio 2016 entrarono provvisoriamente in vigore le disposizioni inerenti all’area di libero scambio. Quest’ultima dovrebbe offrire a Kiev un quadro legislativo per modernizzare le sue relazioni commerciali e il suo sviluppo economico, attraverso l’apertura dei mercati e l’armonizzazione di leggi, norme e regolamenti. Tutto ciò contribuirà ad allineare i settori chiave dell’economia ucraina con gli standard europei.

Sul sito del Consiglio Europeo si possono leggere le differenti misure che l’UE ha preso in virtù del conflitto nell’Ucraina Orientale e della sua difficile condizione economica per fornire a Kiev sostegno politico, finanziario ed economico. Tra queste rientrano 11 miliardi di euro per un programma settennale di supporto, che si svolgerà dal 2014 al 2020 e circa 3 miliardi di euro per l’assistenza finanziaria. Inoltre, sono state approvate delle preferenze commerciali ed è stata schierata una missione nell’ambito della politica di sicurezza e difesa dell’UE per assistere l’Ucraina nella riforma del settore della sicurezza civile.

Come riferito da Carnegie, l’alto livello del sostegno dell’Unione nei confronti di Kiev riflette quanto la situazione dell’Ucraina sia cambiata dal 2014. Più precisamente, la rivoluzione Euromaidan, l’annessione russa della Crimea, la guerra del Donbas e le sanzioni occidentali imposte alla Russia hanno allontanato l’Ucraina dalla sua vecchia politica estera multi vettore, che consisteva in un bilanciamento tra Russia ed Occidente, riporta Carnegie, che identifica l’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea e l’Ucraina l’istituzionalizzazione di questo processo, oltre che “un’impressionante affermazione del soft power europeo”.

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Cristina Lipari

di Redazione

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