Erdogan: boicottiamo elettronica made in USA

Pubblicato il 15 agosto 2018 alle 8:52 in Turchia USA e Canada

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Il presidente turco Racep Tayyip Erdogan ha annunciato che la Turchia boicotterà l’elettronica made in USA, intensificando così lo scontro che oppone Ankara a Washington e che ha causato un forte deprezzamento della lira turca.

La lira turca è crollata la scorsa settimana quando il presidente statunitense Trump ha annunciato l’intenzione di  raddoppiare i dazi sull’alluminio e sull’acciaio importati dalla Turchia per punire Erdogan per aver rifiutato di liberare il pastore americano Andrew Brunson sotto processo in Turchia. Lo scontro tra Turchia e Stati Uniti è considerata la peggiore crisi tra gli alleati della NATO in decenni e ha spinto molti analisti a temere che i problemi economici della Turchia possano causare una nuova crisi finanziaria globale, secondo quanto riferito da economisti del Peterson Institute of Global Economics e del McKisney Institute al Washington Post. Di fatto – ricordano gli economisti – le monete di paesi emergenti con economie instabili hanno risentito del crollo della lira, in particolare il rand sudafricano e il peso argentino.

“Boicotteremo i prodotti elettronici statunitensi – ha dichiarato Erdogan parlando ai dirigenti dell’AKP, il suo partito, in un discorso trasmesso in TV lo scorso martedì 14 agosto – possiamo facilmente sostituirli con prodotti sudcoreani o nazionali”. Il presidente turco ha anche ricordato che “è facile sostituire l’IPhone con un Samsung”, citando direttamente il dispositivo della Apple da lui utilizzato nella notte del 16 luglio 2016 per sventare il colpo dei stato ai suoi danni. Erdogan tramite l’applicazione Face Time si rivolse al paese chiamando la CNNTürk e spronando la popolazione a resistere ai militari golpisti.

Il crollo della lira turca si è arrestato il 14 agosto, dopo l’intervento della Banca Centrale del paese che ha annunciato misure a difesa della valuta volte a garantire la stabilità finanziaria, organizzando inoltre una conference call con gli investitori internazionali, per evitare una fuga di investimenti stranieri dalla Turchia. Erdogan in persona ha annunciato nuovi incentivi per le imprese straniere che intendano investire nel paese. 

“La Turchia ha uno dei sistemi bancari più solidi del mondo” – ha affermato il presidente turco in risposta alle critiche che sta ricevendo riguardo alla debolezza strutturale e all’esposizione debitoria degli istituti di credito del paese. “La situazione economica della Turchia è buona per quanto riguarda il rapporto debito/PIL e quest’estate stiamo registrando un forte aumento degli introiti dovuti al turismo” – ha cercato di rassicurare Erdogan.

Gli effetti della tempesta finanziaria che ha investito Ankara, tuttavia, si fanno sentire sulla popolazione, al di là degli appelli patriottici del presidente a convertire in lire le riserve bancarie e private di valuta estera per difendere la moneta “insieme”. La Banca di Turchia ha deciso di aumentare il tasso d’interesse per la conversione dei dollari in lire dell’1,25%, per stimolare l’acquisto di valuta locale. La lira ha perso dall’inizio di agosto ad oggi, circa il 25% del suo valore e i prezzi di alcuni prodotti, tra cui il tabacco, hanno subito aumenti fino al 30%, in un paese dove fuma quasi il 40% della popolazione adulta

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dall’inglese e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino 

 

 

di Redazione

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