Armi chimiche: Mosca e Washington ai ferri corti

Pubblicato il 15 agosto 2018 alle 11:00 in Russia USA e Canada

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Mosca ritiene che i tentativi di Washington di accusare la Russia di ritardare la distruzione completa delle scorte di armi chimiche siano “ipocriti e inammissibili”. Lo si afferma in una dichiarazione rilasciata lunedì 13 agosto dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo (MID) Marija Zacharova. 

Il ministero ha definito infondate le accuse lanciate dal Dipartimento di Stato statunitense riguardo al coinvolgimento russo nel cosiddetto caso Skripal’, l’avvelenamento della ex spia russa Sergej Skripal’ in un supermercato della città inglese di Salisbury. Per Mosca si tratta dell’ennesimo tentativo di presentare la Russia come un paese il cui approccio alle questioni internazionali è irresponsabile poiché evita l’attuazione dei suoi obblighi internazionali. “Come già detto – sottolinea il MID – questa domanda appare “particolarmente ipocrita” in considerazione del fatto che gli Stati Uniti non hanno dimostrato alcuna fretta nella distruzione delle loro scorte di armi chimiche, e rimangono l’unico paese firmatario della Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche (CWC), che ha ancora significative scorte di agenti chimici ad uso militare”.

Il Ministero degli Esteri ha ricordato che gli Stati Uniti accusano la Russia di “usare armi chimiche” in connessione al caso Skripal’, ma sottolinea che non è stata fornita alcuna prova a riguardo. “Allo stesso tempo, come già ribadito in più occasioni, la parte britannica, nonostante gli appelli di Mosca, si rifiuta di collaborare alle indagini su ciò che è accaduto a Salisbury” – continua il comunicato di Zacharova.

“Le azioni degli Stati Uniti, che impongono sanzioni alla Russia per il caso Skripal’, rappresentano una minaccia per l’integrità della CWC, e causano danni alla credibilità dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) – protesta la diplomazia russa – Si noti che la Federazione russa ha collaborato molto strettamente con l’OPCW nell’attuazione del programma nazionale per la liquidazione dell’industria chimica militare, gli Stati Uniti ancora una volta hanno dimostrato disprezzo per il sistema giuridico internazionale, manifestando il desiderio di utilizzare i meccanismi in materia di controllo degli armamenti per far avanzare la loro agenda politica”.

Il Dipartimento di Stato, in una notifica alla Federazione Russa, ha messo in discussione la completa eliminazione dell’arsenale russo di armi chimiche. “Preferiscono ignorare il fatto che alla fine dello scorso anno, il programma russo di distruzione delle armi chimiche è stato realizzato sotto stretto controllo internazionale, nel pieno rispetto della Convenzione sulle armi chimiche” – conclude la nota di Mosca. 

Lo scorso 8 agosto Washington ha varato nuove sanzioni contro Mosca per il caso Skripal’ sulla base del Chemical and Biological Weapons Control and Warfare Elimination Act (CBW Act), impedendo a Mosca di accedere a tecnologia statunitense legata a temi di sicurezza nazionale.

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha annunciato il 27 settembre 2017 la completa distruzione dell’arsenale russo di armi chimiche. Mosca ha firmato la convenzione nel 1993 e la ha ratificata nel 1997, sotto il governo di Viktor Chernomyrdin. Anche Washington ha firmato la convenzione nel 1993 e la ha ratificata quattro anni dopo, durante l’amministrazione Clinton. Gli USA hanno iniziato un programma di distruzione delle armi chimiche nel 1985 e secondo la OPCW è ancora in corso.

di Redazione

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