Salvini: “c’è un’importazione di schiavi dalla Romania”

Pubblicato il 14 agosto 2018 alle 13:03 in Italia Romania

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La Romania ha espresso indignazione verso le affermazioni del ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, che ha definito il Paese, membro dell’Unione Europea, “importatore di schiavi”, in una dichiarazione rilasciata mercoledì 8 agosto. L’affermazione di Salvini è parte di un più ampio discorso fatto in seguito all’incidente avvenuto il 6 agosto a Foggia, nel quale 12 migranti hanno perso la vita e 3 sono rimasti gravemente feriti. Tutte le vittime erano braccianti agricoli e viaggiavano in un furgone con targa bulgara, in ritorno dal lavoro nei campi. Il ministro dell’Interno, nel commentare il sinistro, ha affermato: “Cercheremo di costringere alla legalità i trasporti. Sono stati sequestrati nell’ultimo periodo furgoncini con targhe bulgare e senza assicurazione. C’è anche una importazione di schiavi da Paesi comunitari, Romania e Bulgaria. Mi permetterò oggi stesso di scrivere ai colleghi ministri degli Interni per chiedere attenzione e controllo”.

Il ministro degli Esteri della Romania, Teodor Viorel Melescanu, in una dichiarazione di giovedì 9 agosto, ha definito inaccettabile qualsiasi associazione tra la provenienza da un determinato paese e l’attività criminale, ed ha sostenuto che “la situazione dei cittadini che commettono reati deve essere affrontata senza fare riferimento a stereotipi e non deve essere, in nessun modo, basata su etnia o discriminazione”. Il ministro ha inoltre aggiunto che la legge deve essere egualmente e fermamente applicata, indipendentemente dalla cittadinanza o dell’etnia. Per quanto riguarda l’impegno della Romania, Malescanu ha riferito che il Paese “sta agendo per prevenire e contrastare l’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani, indipendentemente dalle loro applicazioni: mendicità, sfruttamento sessuale o sfruttamento del lavoro”, come riporta The Romania Journal.

Molte figure politiche e diplomatiche del Paese, come anche la comunità rumena in Italia, si sono unite all’indignazione del ministro degli Esteri Melescanu. Tra le reazioni più pungenti c’è quella di Ioan Mircea Pascu, l’attuale Vicepresidente del Parlamento Europeo e membro del partito Social Democratico rumeno, che, rivolgendosi a Salvini, ha scritto, in un post su Facebook: “non sono gli sfruttati a dover essere incolpati, non i rumeni o i bulgari, ma i tuoi connazionali e le loro società, che preferiscono assumere rumeni e bulgari sul mercato nero e pagare salari più bassi di quelli che darebbero ai lavoratori italiani”.

Anche l’Associazione delle Donne Rumene in Italia ha indirizzato una lettera aperta al ministro Salvini, firmata dalla presidentessa Silvia Dumitrache. Il messaggio esorta il ministro degli Interni ad “aiutare i datori di lavoro a rispettare la legge italiana”, ma riconosce al contempo il ruolo ricoperto dalla Romania, che “deve fare di più per aumentare la consapevolezza tra i suoi cittadini.

Matteo Salvini, nella stessa dichiarazione che ha indignato Bucarest, ha definito l’incidente di Foggia “non un problema di manodopera in nero, di caporalato o di furbizia, ma un problema di mafia”, che insieme allo schiavismo, al lavoro in nero e all’immigrazione clandestina costituisce una delle principali battaglie dell’attuale governo, secondo quando dichiarato dal ministro Salvini.

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Cristina Lipari

di Redazione

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