Marocco avverte: evitare i commerci con l’Iran

Pubblicato il 14 agosto 2018 alle 17:48 in Iran Marocco

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Il governo marocchino ha messo in guardia i rappresentanti dei settori finanziario e imprenditoriale del Paese dall’intrattenere relazioni commerciali con l’Iran. È quanto ha reso noto il quotidiano Morocco World News, specificando che, con una lettera al Consortium of Maroccan Banks (GPBM), il ministro degli Esteri, Nasser Bourita, ha dato istruzione a tutte le banche del regno di “prendere le misure necessarie per evitare le ripercussioni politiche che potrebbero risultare dal commercio con l’Iran”. Tra le tipologie di transazione economica da cui il Ministero degli Affari Esteri ha messo in guardia i conglomerati finanziari e bancari marocchini, sono inclusi gli accordi nei settori automobilistico e dell’aviazione, l’acquisto di materie prime e l’acquisto di tappeti iraniani. L’indicazione del governo, in linea con la politica di Washington, si riferisce anche a tutte le transazioni finanziarie tra imprese marocchine e controparti iraniane.

Martedì 7 agosto, gli Stati Uniti hanno reintrodotto le sanzioni contro l’Iran. Il presidente Donald Trump ha promesso “severe conseguenze” per chi continuasse ad intrattenere rapporti commerciali con Teheran. “Gli Stati Uniti sono fermamente impegnati a far rispettare tutte le misure, lavoreremo a stretto contatto con i Paese che commerciano con l’Iran per garantirne la piena conformità”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca, sottolineando che “le persone o le entità che non riusciranno a bloccare tali attività con l’Iran rischiano gravi conseguenze”. 

Le misure punitive, che seguono anche la decisione degli Stati Uniti, l’8 maggio 2018, di ritirarsi dall’accordo nucleare con l’Iran, firmato il 14 luglio 2015, restringono l’accesso del Paese mediorientale alla moneta, all’oro e ad altri materiali preziosi statunitensi.L’accordo sul nucleare iraniano, il Piano di Azione Congiunto Globale (PACG), era stato firmato a Vienna dall’Iran, dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, insieme alla Germania e l’Unione Europea.L’accordo aveva stabilito dei limiti al programma nucleare iraniano, soprattutto riguardanti l’arricchimento dell’uranio, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

Tuttavia, l’8 maggio, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti sarebbero usciti dall’accordo nucleare con l’Iran. Gli altri firmatari continuano ad attenersi al patto. Francia, Germania, Regno Unito e UE in una dichiarazione di martedì 6 agosto hanno preso le distanze dalla decisione di Washington, affermando che “il PACG sta funzionando e raggiungendo il suo obiettivo, vale a dire assicurare che il programma nucleare iraniano rimanga esclusivamente pacifico, come è stato confermato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica in 11 rapporti consecutivi”.

Le sanzioni più severe di Washington contro Teheran riguarderebbero in particolare un embargo sui settori petrolifero e bancario iraniano che, entro il 4 novembre, dovrebbero entrare in vigore. Trump ha inoltre avvertito: “Chiunque intrattenga rapporti commerciali con l’Iran non farà affari con gli Stati Uniti. Sto chiedendo una pace mondiale, niente di meno!”.

La mossa del Marocco per fermare il commercio con l’Iran arriva dopo mesi di aspri rapporti bilaterali tra Teheran e Rabat. Mentre Washington era impegnato ad uscire dall’accordo nucleare iraniano all’inizio di maggio, Rabat aveva già i suoi problemi con l’Iran. L’1 maggio, il regno ha interrotto i rapporti diplomatici con Teheran per il sostegno di quest’ultimo al Fronte Polisario, il gruppo separatista che difende l’indipendenza del Sahara occidentale.

Rabat e Washington intrattengono relazioni amichevoli dal 1905. Dal 1956, anno in cui gli USA riconobbero l’indipendenza del Paese nordafricano dalla Francia, Marocco e Stati Uniti hanno collaborato a stretto contatto per contrastare il terrorismo. In particolare, il governo americano assiste quello marocchino nel promuovere la sicurezza del Paese, prevenire atti di terrorismo e contrastare la diffusione dell’estremismo violento.Stando ai dati di un rapporto del 2018 pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI), gli USA rappresentano il principale fornitore militare del Marocco, con il 52% delle importazioni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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