La Cina in America Latina: un’invasione silenziosa?

Pubblicato il 14 agosto 2018 alle 15:13 in Asia Cina

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Un’antenna gigante è stata costruita sul suolo desertico della Patagonia, in Argentina. Si tratta di un dispositivo da 450 tonnellate, al centro di una stazione di controllo per i satelliti e le missioni spaziali, costruita dall’esercito cinese.

Una base isolata nel mezzo del deserto che rappresenta uno dei simboli più chiari dell’impegno della Cina per trasformare l’America Latina e formare le sue generazioni future, spesso in un modo che minaccia direttamente il potere strategico, politico ed economico degli Stati Uniti nella regione.

La stazione spaziale è diventata operativa nel mese di Marzo e ha un ruolo centrale nella missione di esplorazione della zona orientale della luna della Cina, un’azione che l’Argentina è lieta di sostenere.

Come è nata l’idea di una base spaziale cinese nel deserto della Patagonia?

I negoziati segreti sono stati avviati in un momento in cui l’Argentina aveva bisogno disperato di investimenti, ma hanno sollevato diverse preoccupazioni su come la presenza di un’antenna di quella portata possa aumentare le capacità della Cina di raccogliere informazioni di intelligence nell’emisfero occidentale e avviato un dibattito, all’interno dell’Argentina stessa, sui rischi e benefici dell’essere entrati nell’orbita cinese.

Dopo mesi di negoziati segreti, la provincia di Neuquén e il governo cinese hanno siglato un accordo nel novembre 2012 che garantisce alla Cina i diritti sul terreno, in forma gratuita, per 50 anni. Non tutti i leader locali sono stati felici dell’accordo, quando lo hanno scoperto, a lavori di costruzione iniziati, ritenendo la base cinese una forma di perdita di sovranità sul territorio nazionale.

L’accordo, secondo quanto riportato dagli ufficiali argentini, prevede che la Cina non usi la base per scopi militari, ma gli esperti sono convinti che le tecnologie presenti nella base abbiano molti usi strategici potenziali. La Cina guarda allo spazio come un potenziale campo di battaglia per le guerre future e gli Stati Uniti fanno lo stesso, tanto che il presidente Trump ha annunciato la creazione di un nuovo braccio dell’esercito che sarà concentrato sullo spazio.

L’invasione silenziosa della Cina in America Latina

“Pechino ha trasformato le dinamiche dell’America Latina, dalle agende dei suoi leader e dei suoi uomini d’affari alla struttura delle sue economie, dal contenuto delle politiche alle sue dinamiche di sicurezza”, afferma il professor R. Evan Ellis, esperto di studi sull’America Latina all’Army War College degli Stati Uniti.

Negli ultimi 10 anni, gli Stati Uniti hanno prestato poca attenzione a quanto avveniva a pochi passi da casa loro, in America Latina, concentrandosi, invece, su altre aree del mondo, come la stessa Asia, sotto l’amministrazione Obama. Un approccio che il presidente Trump ha rifiutato, sancendo anche l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Libero Scambio tra le Nazioni del Pacifico.

Intanto, la Cina, in modo discreto, ha portato avanti un piano di sviluppo in America Latina. Ha allargato le rotte commerciali, salvato governi in fallimento, costruito enormi progetti infrastrutturali, rafforzato i legami militari e bloccato enormi quantità di risorse, collegando il suo fato a quello di molti Paesi della regione.

Pechino ha dichiarato le sue intenzioni in America Latina nel 2008, con una dichiarazione di intento politico che passò abbastanza inosservata e affermava che la Cina e i paesi latinoamericani erano in una “fase di sviluppo simile” con molte prospettive di guadagni comuni e che il trattamento sarebbe stato “equo ed egualitario”.

I leader della regione hanno accolto di buon grado la proposta di collaborazione cinese, soprattutto in un momento in cui la crisi economica imperversava. Gli acquisti cinesi di petrolio, ferro, fagiolini di soia e rame si sono trasformati in un salvagente per le economie dell’America Latina.

La stessa situazione si è ripetuta nel 2011, quando il prezzo del petrolio e delle altre commodity era alle stelle e la Cina li ha aiutati con accordi che hanno rafforzato ulteriormente il suo ruolo di attore fondamentale nella regione per i prossimi decenni – come quello che le assicura quasi il 90% delle riserve di petrolio dell’Ecuador per i prossimi anni. Pechino si è resa indispensabile anche per salvare le aziende statali di Paesi come il Venezuela e il Brasile o per l’acquisto del debito nazionale dell’Argentina.

Nel 2017, l’interscambio commerciale tra la Cina e i Paesi latinoamericani ha raggiunto i 244 miliardi di dollari, più del doppio del totale del 2007. Dal 2015, la Cina è divenuto il partner commerciale principale del Sud America, rimpiazzando gli Stati Uniti. Il presidente cinese, Xi Jinping, nel 2014 durante un vertice in Brasile ha annunciato di voler far crescere l’interscambio fino a 500 miliardi di dollari entro il 2025. “L’invasione della Cina in America Latina è iniziata in silenzio, ma ora è evidente”, secondo l’ambasciatore argentino in Cina, Diego Guelar.

Un’invasione che ora inizia a far sorgere dubbi ai leader dei Paesi latinoamericani in merito ai loro legami con la Cina. Secondo l’ambasciatore Guelar, fare un passo indietro ora sarebbe una scelta miope, soprattutto in un momento in cui gli Stati Uniti hanno abbandonato il loro ruolo di ancora politica ed economica della regione.

Nel 2015, a Pechino si è tenuto un incontro tra il Ministro della Difesa cinese e gli alti ufficiali di 11 Paesi latinoamericani per discutere di logistica militare dal tema “rafforzare la comprensione reciproca per una cooperazione di mutuo vantaggio”. Un vertice volto a rafforzare i legami con gli eserciti dell’America Latina e a donare equipaggiamenti militari all’esercito della Colombia.

Pechino ha anche preso in prestito il modello degli Stati Uniti e avviato esercitazioni militari congiunte della marina prima in Brasile, nel 2013, e poi in Cile, nel 2014 e creato dei programmi di addestramento per i giovani militari latini.

Questo tipo di contatti ha aperto la strada per l’inizio della vendita di equipaggiamenti militari in America Latina, un’area prima appannaggio unico degli Stati Uniti. Il Venezuela ha speso centinaia di milioni per l’acquisto di armi cinesi, la Bolivia ha acquistato aerei da guerra cinesi e anche l’Argentina e il Perù hanno siglato accordi con Pechino.

L’invasione non più silenziosa dell’America Latina potrebbe essere una parte fondamentale della strategia della Cina per creare un mondo sempre più favorevole alla sua crescita e in cui è preparata a un eventuale confronto aperto con gli Stati Uniti, conclude l’analisi del New York Times.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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