Aquarius: sì da Malta all’attracco, migranti smistati tra 5 Paesi UE

Pubblicato il 14 agosto 2018 alle 16:31 in Europa Immigrazione

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Malta ha infine acconsentito ad aprire i suoi porti alla nave umanitaria Aquarius, che trasporta 141 migranti salvati a largo della Libia; parte di loro verrà smistata tra Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Lussemburgo.

Martedì 14 agosto, dopo il no dell’Italia e una lunga disputa su chi dovesse accogliere i 141 migranti a bordo della nave Aquarius, gestita dall’associazione umanitaria franco-tedesca SOS Mediterranee e da Medici Senza Frontiere (MSF), Malta ha infine acconsentito a far attraccare il vascello della ONG in uno dei suoi porti e consentire così lo sbarco dell’equipaggio e delle persone salvate in mare a largo delle coste libiche, mettendo fine all’emergenza che aveva attivato persino l’intervento della Commissione Europea. A farsi carico dei migranti, però, non sarà La Valletta, bensì essi saranno in parte smistati in Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Lussemburgo, tutti Paesi che, da quanto riferisce la Commissione Europea nella giornata di martedì, hanno alla fine accettato l’onere.

Tuttavia, come evidenzia Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, in seno alla Commissione Juncker dal 1º novembre 2014, il blocco dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea necessita l’individuazione di una soluzione efficace e funzionale sul lungo periodo per far fronte all’emergenza migranti. “Non possiamo fare affidamento su rimedi arrangiati ad-hoc, c’è bisogno di soluzioni durature. Non è responsabilità di un solo Stato membro o di pochi interessati, ma dell’Intera Unione Europea”, ha reso noto Avramopoulos con un comunicato.

Il governo di Malta, dal canto suo, nonostante abbia alla fine ceduto e accettato di aprire i porti, fa sapere tramite un comunicato che si tratta di una concessione una tantum, e sottolinea ancora una volta di non essere tenuta a occuparsi dello sbarco della nave da alcuna legge del diritto internazionale. La Valletta informa altresì che il suo porto servirà unicamente come “base logistica”, e che tutti i 141 migranti a bordo verranno distribuiti e ripartiti all’infuori dei suoi confini. Il governo maltese, infine, rende noto che altri 114 migranti sono stati salvati in mare dalle proprie autorità di competenza nella giornata di lunedì 13 agosto, e che 60 di loro verranno spartiti tra altri Stati membri dell’Unione.

Lunedì 13 agosto, l’Italia aveva messo in moto il nuovo dibattito sui migranti a bordo dell’Aquarius, quando dal suo account Twitter, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, aveva ribadito il no del governo di Roma a far sbarcare la nave nella penisola, tuonando: “Nave ong Aquarius con altri 141 immigrati a bordo: proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra. Può andare dove vuole, non in Italia! Stop trafficanti di esseri umani e complici, #portichiusi e #cuoriaperti”.

Per la seconda volta, anche Malta aveva inizialmente rifiutato l’ipotesi di aprire i suoi porti alla nave, giustificando tale rifiuto con il fatto che l’ultima operazione di salvataggio del vascello è stata eseguita in acque più vicine a Libia, Tunisia ed Italia, e dunque non di sua competenza. La Valletta aveva inoltre ribadito di non essere, in questa vicenda, l’ente coordinatore delle operazioni, e dunque le richieste rivolte ai suoi porti non godevano di alcuna pretesa giuridicamente vincolante.

Nella giornata di domenica 12 agosto, Aquarius aveva appena iniziato a fare rotta dalla Libia verso nord, in direzione delle coste europee, quando era stata richiamata dal Guardacoste libico per recuperare altri 10 migranti scorti a largo a bordo di una piccola imbarcazione in vetroresina. Mentre Aquarius virava per procedere al salvataggio, le ONG SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere (MSF) avevano lanciato un appello ai Paesi europei per accogliere la loro imbarcazione e i migranti che ha a bordo, appello non andato a buon fine. Venerdì 10 agosto, l’imbarcazione aveva già salvato 141 migranti in mare nella sua prima missione dopo l’alterco tra l’Italia e Malta, Paesi che avevano entrambi impedito alla nave, che all’epoca trasportava 629 persone, di approdare nei propri porti.

L’imbarcazione opera nella rotta del Mediterraneo centrale sin dall’inizio del 2016, e afferma di aver salvato oltre 29mila persone in pericolo, di cui gran parte erano migranti africani che, fino a quest’estate, venivano poi trasportati in sicurezza in Italia. Tuttavia, tali manovre consuete sono state interrotte dall’insediamento del nuovo governo di coalizione Lega-M5S a Roma, il primo giugno 2018. Da quel momento, il leader della Lega nonché neo-ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si è battuto affinché i porti della penisola italiana venissero chiusi alle imbarcazioni delle ONG che trasportano migranti recuperati in mare, e ha accusato le organizzazioni umanitarie di incoraggiare, con il loro operato, l’immigrazione irregolare e dunque anche la tratta di esseri umani gestita dagli scafisti.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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