Romania: la rivolta continua

Pubblicato il 12 agosto 2018 alle 14:00 in Europa Romania

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Per la seconda sera consecutiva, sabato 11 agosto i cittadini romeni si sono riuniti nelle strade della capitale, Bucarest, per protestare nuovamente contro il governo, accusato di corruzione.

La rivolta di sabato hanno coinvolto circa 50.000 persone, secondo le stime di Kit Gillet, un giornalista di base a Bucarest, che ha riportato altresì che tali proteste sono state più tranquille rispetto a quelle del giorno precedente.

Le manifestazioni di venerdì 10 agosto erano state organizzate in tutta la Romania da alcuni cittadini rumeni residenti all’estero e tornati in patria per l’occasione. Il popolo aveva dimostrato contro la corruzione del governo romeno, gli stipendi bassi e i tentativi del partito Social Democratico, che si trova al governo, di indebolire la magistratura. Durante le proteste, circa 450 persone erano state ferite negli scontri con la polizia avvenuti nella capitale, mentre nel resto del Paese le manifestazioni erano andate avanti in modo pacifico.

Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurtz, ha criticato le violenze perpetrate dalla polizia rumena, dichiarando di aspettarsi spiegazioni riguardo tali atteggiamenti e ricordando che la libertà di espressione è uno dei pilastri dell’Unione Europea. Anche il presidente della Romania, Klaus Iohannis, aveva criticato l’uso spropositato della violenza da parte delle forze dell’ordine. Tuttavia, il primo ministro del Paese, Viorica Dancila, ha accusato Iohannis di incitare il popolo contro le autorità.

Sabato 11 agosto, le forze di sicurezza romene hanno difeso l’uso della forza per sedare le tensioni della notte precedente, respingendo tutte le critiche provenienti dall’opposizione. Il portavoce delle squadre antisommossa romene, Marius Militaru, ha spiegato che la polizia ha rivolto accuse formali contro 8 persone. Un altro portavoce, Georgian Enache, ha dichiarato che “la legittima violenza” era giustificata poiché ai manifestanti era stato intimato più di una volta di liberare la piazza dove si stavano svolgendo le proteste. Il ministro degli Interni romeno, Carmen Dan, ha spiegato che le squadre antisommossa “non sono intervenute contro i partecipanti pacifici, ma contro alcuni pericolosi teppisti che hanno attaccato l’autorità statale”.

Da quando il Partito Social Democratico romeno è salito al potere, nel 2017, ha cercato di depenalizzare numerosi reati relativi alla corruzione, attività che hanno portato all’organizzazione di una serie di proteste pacifiche nel tempo. La Romania è uno dei Paesi più corrotti dell’Unione Europea e, pertanto, Bruxelles ne tiene il sistema giudiziario sotto speciale controllo. L’organizzazione anti-corruzione del Consiglio d’Europa, il Gruppo di Stati contro la corruzione, noto anche con l’acronimo GRECO, all’inizio del 2018 aveva pubblicato un resoconto dove veniva sottolineato che la Romania è tra quei Paesi le cui iniziative politiche contrastavano le misure anti-corruzione o rischiavano di infrangerne gli standard internazionali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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