ONU: 1 milione di uiguri trattenuti in campo di reclusione in Cina

Pubblicato il 12 agosto 2018 alle 6:03 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Nazioni Unite hanno dichiarato di aver ricevuto numerosi resoconti attendibili secondo i quali circa 1 milione di uiguri sono trattenuti in Cina, in quello che sembra un enorme campo di reclusione tenuto nascosto.

Gay McDougall, uno dei membri del Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale, ha spiegato che nella regione autonoma cinese dello Xinjiang esistono “campi politici per l’indottrinamento” dove sono stati internate circa 2 milioni di persone, appartenenti all’etnia uigura o a minoranze musulmane. “Siamo profondamente preoccupati dopo aver ricevuto numerosi resoconti attendibili secondo i quali la Cina, per combattere l’estremismo religioso e mantenere la stabilità sociale, ha trasformato la regione autonoma uigura in qualcosa che somiglia a un enorme campo di reclusione, una sorta di area dove non vige alcun diritto” ha dichiarato la McDougall, all’inizio della riunione a Ginevra, della durata di 2 giorni, riguardante gli avvenimenti in Cina, Hong Kong e Macao.

La funzionaria ha altresì spiegato che i membri della comunità musulmana e di quella uigura vengono trattati come se fossero “nemici dello Stato”, solamente sulla base della loro identità etnico-religiosa. La McDougall ha sottolineato che la maggior parte delle persone detenute in tali campi sono state trattenute senza essere mai state accusate di un vero crimine e senza aver avuto un processo in tribunale.

Nel suo discorso, la funzionaria dell’ONU ha citato alcuni resoconti secondo i quali le autorità cinesi stanno perseguendo tutti coloro che utilizzano saluti musulmani, posseggono cibo halal, portano la barba lunga o hanno il capo coperto. Altri documenti in possesso della McDougall confermano l’esistenza di attività di sorveglianza di massa, scansioni oculari e raccolte di DNA in tutto lo Xinjiang.

La missione statunitense presso le Nazioni Unite ha rilasciato un post su Twitter, dichiarando di essere profondamente preoccupata dal giro di vite sugli uiguri e sugli altri musulmani sul territorio cinese e richiedendo a Pechino di porre fine alle sue controproducenti politiche, liberando tutti coloro che sono stati arbitrariamente trattenuti.

La delegazione di circa 50 funzionari cinesi presente all’incontro di Ginevra non ha rilasciato commenti sulle affermazioni della McDougall. Tuttavia, in precedenza, l’ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Yu Jianhua, aveva dichiarato di star lavorando per garantire uguaglianza e solidarietà per tutti i gruppi etnici. Il leader della delegazione cinese aveva altresì sottolineato i progressi economici cinesi e il miglioramento delle condizioni di vita nel Paese.

Le accuse contro Pechino sono giunte da parte di numerose fonti, inclusi gli attivisti della Chinese Human Rights Defenders che, nel suo ultimo resoconto, pubblicato a luglio, aveva dichiarato che il 21% di tutti gli arresti in Cina era avvenuto nella regione dello Xinjiang. Anche la Human Rights Watch e Amnesty International hanno specificato che “decine di migliaia” di persone appartenenti alla minoranza etnica uigura sono trattenuti in campi di educazione politica.

La notizia dell’esistenza di tali campi di rieducazione politica nella regione cinese dello Xinjiang era stata riportata dalla CNN a febbraio, quando uno dei membri del World Uyghur Congress aveva denunciato la situazione, riportando le condizioni di vita degli uiguri nella zona e le attività che vi venivano incoraggiate.

Gli uiguri sono un’etnia turcofona di religione islamica che occupa il 46% della provincia nord-occidentale cinese del Xinjiang. Sin dagli anni ’90, i membri di tale minoranza hanno avviato un’attività indipendentista, che tuttavia è sempre stata respinta dalla Repubblica Popolare Cinese. La Cina ha dichiarato che lo Xinjiang è soggetto alle minacce dei militanti islamici e dei separatisti, che pianificano attacchi e fomentano le tensioni tra la minoranza etnica degli uiguri e i membri della maggioranza dell’etnia cinese Han.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.