Romania: rivolte in corso a Bucarest

Pubblicato il 11 agosto 2018 alle 15:29 in Europa Romania

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Circa 100.000 romeni hanno preso parte a una serie di proteste antigovernative organizzate venerdì 10 agosto a Bucarest e nel resto del Paese da alcuni cittadini residenti all’estero, stanchi dell’alto livello di corruzione nella nazione. Nella capitale le manifestazioni, cominciate in modo pacifico, sono state sedate con la forza.

A Bucarest, alcuni partecipanti alle manifestazioni hanno cercato di introdursi nell’edificio del governo, sorvegliato da membri delle forze di sicurezza, mentre altri hanno lanciato bottiglie e pietre contro i membri delle squadre antisommossa. Le proteste sono continuate per tutta la notte tra venerdì 10 e sabato 11 agosto, e la polizia ha utilizzato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per sedare la folla. Su internet sono stati altresì diffusi video di membri delle forze dell’ordine che picchiano manifestanti non violenti mentre tenevano le mani in alto. Più di 400 persone hanno avuto bisogno di cure mediche, mentre nel resto della Romania le proteste sono proseguite in modo pacifico.

Le manifestazioni, annunciate sui social media con settimane di anticipo, sono state organizzate e promosse da un gruppo di romeni che lavorano all’estero e che sono tornati nel loro Paese appositamente per prendervi parte. Le proteste hanno l’obiettivo di criticare la radicata corruzione della nazione, gli stipendi bassi e i tentativi del Partito Social Democratico, che si trova al potere, di indebolire la magistratura. Circa 3 milioni di romeni lavorano e vivono all’estero, inviando denaro in Romania che serve come ancora di salvezza per le comunità rurali. Inoltre, centinaia di persone hanno firmato una petizione richiedendo una legge per vietare l’elezione a cariche politiche di tutti coloro accusati di corruzione e altri reati. Tuttavia, secondo il Washington Post, è improbabile che tale proposta passi al Parlamento, dove i socialdemocratici e i loro alleati detengono la maggioranza.

Il presidente del Paese, Klaus Iohannis, ha criticato l’uso di violenza da parte della polizia. “Condanno fermamente l’intervento brutale delle squadre antisommossa, sproporzionato rispetto alle attività della maggioranza della popolazione presente in piazza. Il Ministero dell’Interno dovrà dare urgentemente  una spiegazione al modo in cui sono stati gestiti gli eventi” ha spiegato Iohannis. Alcuni politici della coalizione al potere hanno deriso le proteste, dichiarando di non comprendere il motivo per il quale i manifestanti sono scesi in piazza.

Da quando il Partito Social Democratico romeno è salito al potere, nel 2017, ha cercato di depenalizzare numerosi reati relativi alla corruzione, attività che hanno portato all’organizzazione di una serie di proteste pacifiche nel tempo. A febbraio del 2018, il partito al governo aveva incoraggiato alcuni cambiamenti al codice penale, attraverso il Parlamento, che avevano preoccupato anche la Commissione Europea e il Dipartimento di Stato americano e scatenato una serie di proteste nel Paese. La Romania è uno dei Paesi più corrotti dell’Unione Europea e, pertanto, Bruxelles ne tiene il sistema giudiziario sotto speciale controllo. Liviu Dragnea, il capo del partito Social Democratico, aveva ricevuto una condanna pari a 3 anni e mezzo di prigione per abuso di potere, una decisione per la quale ha fatto ricorso. Inoltre, quando il suo partito vinse le elezioni, a dicembre 2016, Dragnea non aveva potuto assumere la carica di primo ministro a causa di una precedente condanna per brogli.

Nel 2017, la Romania si trovava al 49esimo posto su 180 del Transparency International’s Corruption Perceptions Index, al di sotto della maggioranza delle nazioni europee. L’organizzazione anti-corruzione del Consiglio d’Europa, il Gruppo di Stati contro la corruzione, noto anche con l’acronimo GRECO, all’inizio del 2018 aveva pubblicato un resoconto dove veniva sottolineato che la Romania è tra quei Paesi le cui iniziative politiche contrastavano le misure anti-corruzione o rischiavano di infrangerne gli standard internazionali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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