Russiagate: Assange valuta l’opzione di testimoniare al Senato

Pubblicato il 10 agosto 2018 alle 14:15 in Russia USA e Canada

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Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, sta considerando l’offerta di comparire davanti ad una commissione del Senato degli Stati Uniti, per discutere delle presunte interferenze russe nelle elezioni americane del 2016, ha dichiarato il suo avvocato giovedì 9 agosto. WikiLeaks ha pubblicato, il 7 agosto, una lettera del Comitato di Intelligence degli Stati Uniti, indirizzata ad Assange, a cui “in quanto parte dell’indagine, si chiede la sua disponibilità per un colloquio a porte chiuse”. Nel tweet con cui Wiki Leaks ha reso noto il documento, viene riferito che “il team legale sta considerando l’offerta, ma il colloquio deve soddisfare alti standard etici”. La lettera è stata recapitata presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove Assange vive dal 19 giugno 2012, da quando gli è stato concesso asilo per evitare l’estradizione in Svezia. L’avvocato di WikiLeaks Jennifer Robinson, ha dichiarato: “Stiamo seriamente considerando l’offerta, ma dobbiamo garantire che la protezione di Mr Assange sia garantita”.

Prima delle elezioni americane del 2016, WikiLeaks aveva reso pubbliche alcune mail hackerate dal Partito Democratico e dall’account personale di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton. In un’intervista con Fox News del 3 gennaio 2017, Assange ha confermato che Mosca non è la fonte del materiale pubblicato. “Possiamo dire, ed abbiamo già detto ripetutamente negli ultimi due mesi, che la nostra fonte non è il Governo russo e non è un’entità statuale”, ha riferito Assange. Quando gli è stato chiesto se le mail avessero influito nell’esito delle elezioni, il fondatore di WikiLeaks ha risposto: “È impossibile dirlo. Però, se così fosse, l’accusa è che le vere dichiarazioni di Hillary Clinton e del suo manager della campagna, John Podesta, e del capo del DNC Debbie Wasserman Schultz, sono ciò che ha cambiato le elezioni”. A luglio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l’accusa contro 12 cittadini russi, considerati colpevoli di aver hackerato le mail dei Democratici, nell’ambito dell’indagine del procuratore Robert Mueller sulla presunta interferenza russa nelle elezioni americane del 2016.

La richiesta degli Stati Uniti è arrivata in un momento di grande incertezza per il futuro di Julian Assange. Sembra che la sua permanenza nell’ambasciata ecuadoriana inizi ad essere in dubbio. Reuters riporta che durante una visita a Madrid, il Presidente dell’Ecuador Lenin Moreno abbia reso noto che Londra e Quito fossero in trattative per porre fine alla sua permanenza nella rappresentanza diplomatica del Paese sudamericano, nel caso in cui il suo asilo venisse revocato.

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di Redazione

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