Le esercitazioni navali iraniane sono un segnale contro le sanzioni USA

Pubblicato il 10 agosto 2018 alle 7:07 in Iran USA e Canada

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L’esercitazione navale iraniana attualmente in corso nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel golfo di Oman è probabilmente volta a mandare un messaggio agli Stati Uniti contro le sanzioni, secondo quanto ha sostenuto il comandante americano che supervisiona le operazioni in Medio Oriente, giovedì 9 agosto. Lo Stretto di Hormuz mette in comunicazione il Golfo di Oman con il Golfo Persico e costituisce l’unico passaggio marittimo dal Golfo all’Oceano Indiano. Si tratta di un fondamentale snodo per il trasporto marittimo di petrolio, che il Presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, aveva minacciato di chiudere il mese scorso. Alcuni ufficiali statunitensi hanno riferito che l’operazione era tesa a dimostrare la capacità dell’Iran di effettuare una tale chiusura, come riporta la CNN. Un evento di questo tipo avrebbe ripercussioni in tutto il mondo, soprattutto considerando che attraverso lo stretto transita il 20% del petrolio greggio scambiato a livello mondiale.

Il collegamento tra le sanzioni economiche e l’esercitazione iraniana nello stretto di Hormuz sta nel fatto che secondo un ufficiale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Teheran potrebbe bloccare le esportazioni di petrolio dallo Stretto di Hormuz, qualora Washington imponesse delle misure restrittive sul petrolio iraniano. Tali misure, fanno parte della seconda tranche di sanzioni statunitensi, prevista per novembre, che riguarderà il petrolio e il gas dell’Iran.

L’Iran ha dato il via all’operazione la scorsa settimana, inviando dozzine di piccole navi da attacco attorno allo stretto. “Per noi, era abbastanza chiaro che stessero usando quell’esercitazione per mandarci un messaggio e farci notare che qui hanno delle capacità, mentre ci avvicinavamo al periodo delle sanzioni”, ha riferito ai giornalisti del Pentagono Joseph Votel, il capo del comando centrale degli USA. Le capacità iraniane includono mine oceaniche, barche esplosive, missili da difesa costiera e radar. Votel ha inoltre spiegato che, mentre lo scopo e la scala erano gli stessi di altre esercitazioni a cui abbiamo già assistito, a fare la differenza questa volta è stato il tempismo, la scelta di svolgere l’operazione la stessa settimana dell’annuncio delle sanzioni contro il programma nucleare iraniano. Inoltre, Votel ha riconosciuto che, quest’anno, le forze navali iraniane non hanno fatto nulla che si potrebbe considerare non sicuro o poco professionale, a differenza di quanto è avvenuto negli anni passati, aggiungendo di non sapere per quale ragione abbiano deciso di astenersi da tale condotta, secondo quanto riportato da Politico.

Solitamente, queste manovre hanno luogo più tardi e sono fortemente pubblicizzate dall’Iran, mentre questa volta non è stato così, ha riferito Nic Robertson, l’editore diplomatico di CNN International, che ha dichiarato di aver visto, venerdì 4 agosto, più di 100 petroliere ancorate nel Golfo di Oman, in attesa di entrare nel golfo e rifornirsi di petrolio.

Le sanzioni statunitensi contro Teheran sono state annunciate lunedì 6 agosto ed entrate in vigore il giorno successivo. Sono una conseguenza della decisione di Trump, annunciata l’8 maggio, di uscire dal patto sul nucleare iraniano, il Piano di Azione Congiunto Globale (PACG), che è stato firmato a Vienna il 14 luglio 2015 da Iran, Stati Uniti, Francia, Russia, Cina, Regno Unito, Germania Unione Europea. L’accordo aveva stabilito dei limiti al programma nucleare iraniano, soprattutto riguardanti l’arricchimento dell’uranio, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni verso Teheran.

Le sanzioni riguardano l’acquisto o l’acquisizione di dollari statunitensi da parte del governo di Teheran, il commercio di oro o di altri metalli preziosi, e le transazioni in rial, la valuta iraniana, la vendita diretta e indiretta, la fornitura o il trasferimento verso l’Iran di grafite, alluminio, acciaio e carbone. Le misure mirano a colpire l’industria automobilistica e il settore del siderurgico, limitando l’accesso alle materie prime a alle parti essenziali.

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di Redazione

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