La Moldavia vuole diminuire la dipendenza energetica dalla Russia

Pubblicato il 10 agosto 2018 alle 16:30 in Europa

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La forte dipendenza dal gas naturale russo e dall’energia elettrica della Transnistria ha spinto la Moldavia a collegarsi alla rete energetica europea, passando per la Romania, come dichiarato dal portavoce del Parlamento Andrian Candu, martedì 7 agosto. Il progetto che renderà possibile questa unione si chiama Ungheni-Chisinau, e costituirà un prolungamento di 120 km del già esistente gasdotto Ungheni-Iasi. Quest’ultimo è stato costruito nel 2015 e unisce la citta rumena di Iasi con la città di Ungheni, che si trova nella Moldavia occidentale, poco distante dal confine con la Romania. Questa infrastruttura è, ad oggi, l’unico collegamento tra la Moldavia e l’Unione Europea, e riesce a trasportare 1.5 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Il prolungamento del gasdotto, tramite l’implementazione del progetto Ungheni-Chisinau, riuscirebbe a trasportare il gas fino al centro della Moldavia, ovvero nella sua capitale, che costituisce peraltro l’area che consuma la maggior quantità di gas nel Paese.

Per quanto riguarda le tempistiche, Candu ha riferito: “il Governo mi ha informato che la costruzione del gasdotto Ungheni-Chisinau inizierà ora, ad agosto, a ridosso del National Day”, ovvero il giorno in cui la Moldavia festeggia l’adozione della dichiarazione d’indipendenza dall’Unione Sovietica. L’obiettivo della Moldavia è essere meno dipendente da Mosca, più precisamente dalle forniture di Gazprom, così da aumentare la propria sicurezza energetica. Una maggior differenziazione, inoltre, aumenterebbe il potere contrattuale della Moldavia.

Un memorandum d’intesa per la costruzione di Ungheni-Chisinau era già stato firmato dalla Moldavia e dalla Romania nel maggio del 2015. Nel febbraio 2018, la compagnia energetica statale della rumena, Transgaz, ha acquistato Vestmoldovagaz, la società che gestisce il gasdotto Iasi-Ungheni in Moldavia, che sarà anche responsabile del suo imminente allargamento. La centralità del ruolo della Romania è stata messo in luce dal think thank moldavo Expert Group, che in uno studio, riportato in inglese da Balkan Insight, spiega che “l’elettricità in Romania costa almeno il 15-20% in meno rispetto a quella che la Moldavia sta importando attualmente”.

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di Redazione

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