Gaza: i palestinesi dichiarano un cessate il fuoco

Pubblicato il 10 agosto 2018 alle 12:15 in Israele Palestina

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Le fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza hanno dichiarato un cessate il fuoco il 9 agosto, dopo aver lanciato verso Israele circa 180 missili e mortai, mentre i raid aerei israeliani hanno ucciso tre palestinesi, tra cui un bambino.

Questo round di violenze rappresenta la terza grande escalation tra Israele e abitanti di Gaza da luglio, nonostante i  tentativi dei funzionari delle Nazioni Unite e dell’Egitto di assicurare una tregua a lungo termine tra le due parti. Due funzionari palestinesi hanno dichiarato, a condizione di rimanere anonimi, che i combattenti di Gaza hanno fermato il lancio di missili a mezzogiorno di giovedì 9 agosto. Da parte loro, le autorità israeliane non hanno rilasciato commenti. A partire dalla sera dell’8 agosto numerose esplosioni violente hanno scosso la Striscia di Gaza, in un round di attacchi che ha sollevato pennacchi di fumo in tutto il territorio. Nelle vicine comunità israeliane, i residenti sono stati invitati a recarsi nei rifugi antiaerei. La maggior parte dei razzi sparati dalla Striscia verso Israele sono atterrati in aree aperte, ma almeno due hanno colpito la città di Sderot, al confine, e le sirene hanno suonato per tutta la notte e al mattino.

Alcuni medici hanno riferito che almeno quattro feriti sono stati portati negli ospedali israeliani, tra cui una donna tailandese di 30 anni, in condizioni gravi, a seguito di un missile lanciato nella regione di Eshkol, al confine con la Striscia di Gaza. Le forze armate israeliane hanno riferito che sette civili sono rimasti feriti. Nella Striscia di Gaza, due delle persone che hanno perso la vita sono Enas Khammash, di 23 anni, e sua figlia Bayan, di 18 mesi, secondo quanto ha riportato il Ministero della Salute palestinese. Madre e figlia state uccise da un attacco aereo a Jafarawi, nel centro di Gaza, secondo quanto ha riferito il Ministero. Il marito della donna è rimasto, invece, ferito. Tra i morti figura anche un combattente di Hamas e almeno altri 12 feriti. In questo ultimo round di attacchi, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira più di 150 siti militari di Hamas, compresi alcuni luoghi adibiti alla produzione di armi.

Hamas ha rivendicato il lancio di razzi contro Israele, in una dichiarazione in cui si legge che la “resistenza” palestinese ha lanciato un gran numero di razzi su “posizioni nemiche nella Striscia di Gaza”. I tre round di attacchi da luglio, che seguono mesi di tensioni legati alle proteste lungo il confine di Gaza, note come la Marcia del Ritorno, iniziate il 30 marzo, che hanno sollevato il timore di una nuova guerra tra le due parti, secondo quanto riferisce il quotidiano The New Arab. Nickolay Mladenov, l’inviato ONU in Medio Oriente che ha cercato di negoziare una tregua di lungo periodo tra Israele e Hamas, ha dichiarato di essere “profondamente allarmato”. “Per mesi ho avvertito che la crisi umanitaria, di sicurezza e politica a Gaza rischia di trasformarsi in un conflitto devastante che nessuno vuole”, ha affermato in una nota Mladenov. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha invitato la comunità internazionale a “intervenire immediatamente e con urgenza”. Da parte sua, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato una riunione del suo gabinetto di sicurezza.

La nuova escalation di violenze è arrivata la sera dell’8 agosto, a seguito di un incidente, verificatosi il giorno precedente, in cui due combattenti di Hamas sono stati uccisi dal fuoco israeliano lungo il confine. Inizialmente, Israele ha riferito che i due combattenti stavano sparando contro i soldati israeliani, ma Hamas ha, invece, comunicato che i proprio membri erano coinvolti in un allenamento. I media israeliani hanno riferito che i funzionari dell’esercito hanno, in seguito, riconosciuto di aver commesso un errore e di non essersi trovati in pericolo di vita. Questa dichiarazione non è stata confermata dalle autorità israeliane. A causa di tale incidente, Hamas ha minacciato Israele e, l’8 agosto, l’esercito ha dichiarato che i colpi erano stati sparati contro due ingegneri civili che lavoravano ad una barriera sotterranea lungo il confine, spingendo i militari al fuoco. Hamas ha risposto a tale dichiarazione con un lancio di razzi, a cui sono seguiti i raid israeliani. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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