Turchia: naufraga barca di migranti, 9 morti

Pubblicato il 9 agosto 2018 alle 12:35 in Immigrazione Turchia

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9 migranti sono morti nella mattina di giovedì 9 agosto, quando un’imbarcazione è naufragata a largo delle coste occidentali della Turchia, ha riferito la Guardia Costiera locale; 4 persone sono state tratte in salvo.

La barca, che secondo le ricostruzioni trasportava 13 migranti, è naufragata nelle acque della provincia di Aydin, non lontano da Kusadasi, una famosa meta turistica nella Turchia occidentale. A riferirlo è stato il guardacoste del Paese.

Secondo le stime pubblicate sul sito internet della Guardia Costiera turca, nell’arco del 2018, da gennaio fino a giovedì 9 agosto, sarebbero 54 i migranti irregolari morti in mare a largo della Turchia.

Nel 2015, la Turchia è diventata uno dei principali Paesi usati dai migranti irregolari come punto di partenza per intraprendere l’attraversamento della rotta mediterranea nel tentativo di raggiungere le coste dell’Unione Europea; molti di loro sono in fuga dai conflitti e dalla povertà che imperversano in Africa e nel Medio Oriente. In seguito a un accordo stipulato tra l’Unione Europea e la Turchia, in data 18 marzo 2016, il flusso si è ridotto nettamente. La chiusura della rotta balcanica avrebbe dovuto arrestare il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale, tuttavia, nonostante un parziale successo, l’accordo non ha prodotto gli effetti sperati in quanto, già il 14 febbraio 2017, Amnesty International aveva pubblicato un reclamo, in cui denunciava la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, si trovavano ancora in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. A tale proposito, Gauri Gulik, vice-direttore di Amnesty International per l’Europa, definì l’accordo sull’immigrazione, firmato con Ankara, “un disastro”. I migranti che sono arrivati sulle isole greche in seguito all’accordo con la Turchia possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti.

È inoltre in crescita la rotta dei migranti dalla Turchia all’Europa. Da gennaio a luglio 2018, la Guardia Costiera turca ha fermato 14.470 persone che tentavano di raggiungere le rive europee, senza documenti regolari. Si tratta di un aumento del 60% rispetto ai 9.152 migranti che nello stesso periodo del 2017 hanno cercato di andare in Europa. La maggior parte degli stranieri, pari a 13.336, è stata sorpresa nel mar Egeo, in procinto di sbarcare sulle isole greche, mentre i restanti sono stati individuati nel mar Nero e nel Mediterraneo. Il mese che ha registrato il numero più alto di tentativi è stato maggio, con più di 3.000 fermati.

Secondo le statistiche divulgate dalle Nazioni Unite, gli sbarchi nei Paesi membri del blocco UE, provenienti dalla rotta del mar Mediterraneo, compresi gli arrivi dei rifugiati che partono dalle coste dell’Africa settentrionale in direzione della penisola italiana, nel 2017 sono stati 172.301, ossia meno della metà di quelli registrati nel 2016, che raggiungevano quota 362.753, e di gran lunga inferiori ai 1.015.078 del 2015.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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