Spagna: l’autunno caldo della Catalogna

Pubblicato il 9 agosto 2018 alle 6:00 in Europa Spagna

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Il governo della Catalogna prevede una recrudescenza del conflitto politico con Madrid nei prossimi mesi, secondo fonti della stessa Generalitat de Catalunya.

Il quotidiano barcellonese La Vanguardia considera che a partire dalla commemorazione dell’anniversario degli attacchi di Barcellona e Cambrils il 17 agosto, l’esecutivo indipendentista di Quim Torra inizierà a marcare il tono del nuovo corso politico.

La Generalitat non ha invitato gli atti di commemorazione al re di Spagna, Felipe VI, e sui social network gli indipendentisti hanno già organizzato un apello per protestare contro la presenza del Monarca nella capitale catalana.

Il 17 agosto, secondo le fonti della Generalitat nel mezzo, il presidente catalano Quim Torra riunirà il suo esecutivo alle 08:30 (ora locale) per rendere visibile la distanza rispetto alle istituzioni spagnole, che hanno confermato la presenza del Re Felipe e del premier Pedro Sánchez a Barcellona.

Gli eventi del 17 agosto saranno l’inizio di una serie di eventi e anniversari che segneranno l’agenda politica in Catalogna: l’11 settembre si festeggia la Diada (festa nazionale della Catalogna), oramai da anni divenuta simbolo di rivendicazioni da parte degli indipendentisti, che convogliano su Barcellona centinaia di migliaia di persone per protestate contro Madrid; seguirà il primo anniversario del referendum unilaterale sull’indipendenza il 1 ottobre e degli eventi culminati nella dichiarazione di indipendenza del Parlamento della Catalogna, il 27 ottobre 2017.

Nel frattempo, l’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, presenterà il Consiglio della Repubblica, una sorta di governo in esilio, un esecutivo all’estero che ha tra i suoi obiettivi l’internazionalizzazione della causa catalana. Nonostante i tentativi di distensione di Puigdemont e Torra, in alcuni ambienti indipendentisti si vede la mossa di Puigdemont come una mossa che scredita l’esecutivo catalano e si appropria dell’indipendentismo.

In parallelo, Crida Nacional, la formazione guidata da Puigdemont, si impegna a inglobare il grosso del separatismo in un’iniziativa trasversale che ha già raccolto oltre 50.000 adesioni. Il movimento terrà un congresso in autunno per costituirsi come partito, tendendo ulteriormente i rapporti con i partner di governo, Esquerra Republicana de Catalunya (ERC).

Inoltre, prima del 28 settembre, il governo catalano deve presentare la legge di bilancio che gli anticapitalisti della Candidatura di Unità Proletaria (CUP) minacciano di respingere poiché vi si dà per scontato un ritorno alla politica regionale e non prevedono le misure sociali richieste dall’estrema sinistra.

Se la legge di bilancio in Catalogna non dovesse essere approvata, Torra potrebbe richiedere elezioni autonomiche anticipate, uno dei tre scenari che il suo esecutivo prevede per rendere effettiva la Repubblica catalana se gli indipendentisti ottenessero una maggioranza sufficiente. Gli altri due scenari sono una vittoria alle elezioni municipali previste per maggio 2019 e le sentenze contro i leader indipendentisti accusati di presunti crimini di ribellione e appropriazione indebita relativi all’organizzazione della consultazione illegale del 1 ottobre 2017.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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