Conte: “Non c’è fretta per le elezioni in Libia”

Pubblicato il 9 agosto 2018 alle 11:04 in Italia Libia

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Il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, ha dichiarato, mercoledì 8 agosto, che non è vitale che la Libia voti quest’anno, accrescendo i dubbi che si sono già rilevati intorno al progetto, a guida francese, di tenere le elezioni nel Paese nordafricano nel dicembre 2018.

Occorre tenere a mente che l’Italia e la Francia sono in competizione per il controllo della Libia, una nazione divisa e devastata dalla guerra ma ricca di petrolio e gas. Il nostro Paese ha stretti rapporti con le autorità di Tripoli ed è l’unico Stato occidentale ad aver riaperto la propria ambasciata nella capitale libica. La Francia, invece, è vista come più vicina al comandante militare Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk e antagonista del premier Fayez al-Serraj, capo del governo di Tripoli.

Cercando di porre fine alla crisi in cui versa il Paese nordafricano, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva tenuto, il 29 maggio a Parigi, una conferenza in cui le fazioni libiche rivali avevano accettato di lavorare in modo costruttivo con le Nazioni Unite per indire elezioni nazionali entro il 10 dicembre 2018. La conferenza era stata accolta da tutte le parti chiamate in rappresentanza del Paese, ovvero dal primo ministro del governo di Tripoli, Faiez al-Sarraj, dal presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, dal presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Al-Mishri e dal comandante dell’esercito nazionale libico e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Hafter. 

Tuttavia, dopo aver visitato Washington, nel luglio 2018, Conte ha annunciato che avrebbe organizzato una conferenza separata, con l’approvazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il nuovo premier italiano ha quindi dichiarato ai giornalisti a Roma, mercoledì 8 agosto, che la conferenza promossa dall’Italia si svolgerà molto probabilmente questo novembre. “L’interesse primario dell’Italia è quello di stabilizzare la Libia e tenere le elezioni presidenziali e politiche con garanzie adeguate. Non abbiamo fretta di votare domani o in novembre o in dicembre “, ha detto Conte ai giornalisti.

Un portavoce del governo francese, invece, ha reso noto che Parigi vuole attenersi alla tabella di marcia concordata a maggio e che intende svolgere nuove elezioni entro la fine dell’anno, come ha dichiarato anche il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, la settimana scorsa.

Alla domanda se avesse ricevuto un feedback da Macron riguardo al suo accordo con il presidente degli Stati Uniti, Conte ha risposto che il suo “patto con Trump non va a discapito di nessun Paese europeo specifico”. “Trump ha riconosciuto una questione di fatto: la Libia ha una rilevanza strategica per l’Italia a causa di ragioni storiche e geopolitiche. Il flusso di migranti provenienti dalla costa libica ha colpito principalmente l’Italia”, ha aggiunto il premier italiano.

Da quando il regime del dittatore libico Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre del 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governo. Il primo ha sede a Tripoli, è guidato dal premier Fayez Serraj, ed è sostenuto dall’Onu e dall’Italia. Il secondo ha sede a Tobruk ed è sostenuto da Russia ed Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, si approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. La mancanza di una solida unità politica comporta altresì che i confini libici siano scarsamente controllati, permettendo non solo il passaggio dei flussi migratori gestiti dai trafficanti, ma anche di gruppi criminali e terroristici.

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Chiara Gentili

di Redazione

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