Brasile: temporanea chiusura della frontiera ai migranti venezuelani

Pubblicato il 7 agosto 2018 alle 18:10 in Brasile Venezuela

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È stato riaperto il valico di frontiera tra Brasile e Venezuela dopo una temporanea chiusura ingiunta da un giudice brasiliano per impedire l’attraversamento agli immigrati venezuelani che tentano di lasciare il loro Paese, dove imperversa una grave crisi politica ed economica.

Il Brasile ha riaperto il suo confine settentrionale con il Venezuela dopo una breve chiusura, della durata di poche ore, nella giornata di lunedì 6 agosto. Mandante dell’ordine di chiusura era stato, domenica 5 agosto, il giudice federale brasiliano Helder Barreto, che si auspicava la creazione di condizioni “umanitarie” nello Stato di frontiera Roraima prima di continuare a ricevere un così imponente afflusso migratorio dal vicino Venezuela. Tuttavia, la sua sentenza è stata immediatamente revocata per via di un appello impugnato da alcuni avvocati governativi brasiliani, a seguito del quale la Corte Suprema ha ribaltato il verdetto inziale. “Le difficoltà riscontrate nell’accoglienza dei rifugiati non sono un buon motivo per percorrere la strada più facile, ossia chiudere le porte”, ha spiegato la giudice Rosa Weber a motivazione del contrordine del tribunale federale. Stando alla situazione aggiornata, la frontiera via terra (e non quelle via mare e via cielo) resterà aperta sia ai venezuelani sia alle altre nazionalità.

Nel corso degli ultimi tre anni, sono moltissimi i venezuelani che sono espatriati nei Paesi vicini, in particolar modo in Brasile e in Colombia, alla ricerca di migliori condizioni di vita. Secondo le stime delle autorità locali, nello Stato brasiliano di Roraima, nella regione amazzonica, sono circa 500 i cittadini venezuelani che valicano il confine ogni giorno. Molti di loro vivono oggi in condizioni precarie nelle strade della capitale della regione, Boa Vista, la quale si sta rapidamente impoverendo. In seguito alle raccomandazioni dell’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), le forze aeree brasiliane, a partire dal mese di maggio, hanno iniziato a trasportare parte degli immigrati venezuelani dallo Stato di Roraima in altre città del Paese, per evitare l’alta concentrazione nell’area. A oggi, circa 820 venezuelani sono stati ricollocati al di fuori di Boa Vista.

Da mesi, le autorità di Roraima invocano la chiusura delle frontiere, motivando la richiesta con il collasso dei servizi pubblici locali e un netto aumento di prostituzione e criminalità. Tuttavia, il governo centrale del Brasile si è finora opposto a tali appelli, affermando che il Paese deve continuare a prestare aiuto ai cittadini venezuelani che stanno soffrendo le conseguenze di una grave crisi umanitaria.

La situazione, in Venezuela, è stata ulteriormente aggravata dal recente attentato alla vita del presidente, Nicolas Maduro, avvenuto sabato 4 agosto. In tale occasione, un drone carico di esplosivi è detonato nei pressi di un evento militare dove il capo di Stato stava tenendo un discorso. L’uomo non è stato colpito da quello che lui stesso ha definito “un tentato assassinio”, ma 7 persone sono rimaste ferite nell’attacco.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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