Arabia Saudita – Canada: crisi diplomatica in corso

Pubblicato il 7 agosto 2018 alle 11:03 in Arabia Saudita USA e Canada

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L’Arabia Saudita ha espulso l’ambasciatore canadese dal Regno, ha richiamato i propri funzionari dal Canada ha bloccato i nuovi progetti commerciali tra i due Paesi, in risposta alla ferma richiesta da parte di Ottawa, di rilasciare alcuni attivisti per i diritti umani incarcerati da Riad.

Il 6 agosto, le autorità canadesi hanno riferito di essere “seriamente preoccupate” dall’espulsione dell’ambasciatore di Ottawa dal Regno. La risposta alla preoccupazione canadese è stato l’annuncio, arrivato da Riad il 7 agosto, che la compagnia aerea Saudia non effettuerà più voli per il Canada. L’espulsione di diplomatici arriva a seguito della richiesta, portata avanti dal Canada, di rilasciare alcuni attivisti per i diritti umani. Le autorità saudite hanno concesso all’ambasciatore 24 ore di tempo per lasciare il Paese, in una brusca rottura delle relazioni dovuta, secondo l’Arabia Saudita, ad una “interferenza” canadese negli affari interni di Riad. “La posizione canadese è una chiara e palese interferenza negli affari interni dell’Arabia Saudita”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri saudita. “Il Regno annuncia che sta richiamando il suo ambasciatore in Canada per consultazioni: consideriamo l’ambasciatore canadese persona non gradita e gli ordiniamo di lasciare il Paese entro le prossime 24 ore”, ha aggiunto. Il Ministero, inoltre, ha annunciato: “il congelamento di tutte le nuove transazioni commerciali con Ottawa e di tutti i nuovi investimenti in Canada, pur mantenendo il diritto di intraprendere ulteriori azioni”.

La scorsa settimana il Canada ha dichiarato di essere “gravemente preoccupato” per una nuova ondata di arresti di donne e attivisti per i diritti umani nel Regno saudita. Tra questi, figura l’attivista per i diritti di genere, Samar Badawi. “Esortiamo le autorità saudite a rilasciare immediatamente queste persone e tutti gli altri attivisti pacifici #humanrights”, ha scritto su Twitter il ministero degli Esteri canadese. Samar Badawi è stato arrestato la settimana scorsa insieme al collega Nassima al-Sadah, le ultime vittime di ciò che Human Rights Watch ha definito “una repressione senza precedenti del governo contro il movimento per i diritti delle donne”. Samar è un sostenitore della campagna per la liberazione del blogger Raif Badawi, suo fratello, che è stato arrestato nel 2012 e condannato a 1.000 frustate e 10 anni di prigione per “aver insultato l’Islam”. Il caso ha scatenato proteste a livello internazionale.

Il ministero degli Esteri saudita ha mostrato la propria crescente irritazione di fronte alle critiche occidentali riguardanti la scarsa tutela dei diritti umani in Arabia Saudita. “L’utilizzo della frase ‘immediatamente rilasciare’ nella dichiarazione canadese è molto sfortunata, riprovevole e inaccettabile nei rapporti tra Stati”, ha scritto il ministro. Il principe saudita, erede del trono più potente della regione medio orientale, ha introdotto una serie di riforme, tra cui l’abolizione del divieto, durato decenni, di guida per le donne e la riapertura dei cinema nel Regno. Ad aprile, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, aveva espresso al re saudita Salman la sua “seria preoccupazione” riguardo alla detenzione dell’attivista Badawi. Alla moglie di Badawi, Ensaf Haidar, è stato concessa asilo in Canada, dove sta allevando i loro tre figli che ora hanno 14, 13 e 10 anni. L’espulsione di Riyadh dell’ambasciatore canadese ha lo scopo di inviare un messaggio forte agli altri governi occidentali, dicono gli osservatori.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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