USA: Trump vuole togliere lo status di rifugiati a milioni di palestinesi

Pubblicato il 6 agosto 2018 alle 6:05 in Palestina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la sua amministrazione hanno deciso di privare milioni di palestinesi del loro status di rifugiati, secondo un resoconto pubblicato venerdì 3 agosto dalla Foreign Policy, una rivista statunitense.

Come parte di tale iniziativa, il leader della Casa Bianca e il suo consigliere senior e genero, Jared Kushner, stanno cercando di interrompere le attività dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA). Tale organizzazione garantisce lo status di rifugiati a tutti i discendenti dei palestinesi che hanno lasciato o sono fuggiti da Israele quando fu stabilito lo Stato, nel 1948.

Alcuni ufficiali palestinesi hanno dichiarato alla rivista Foreign Policy che Kushner, che aveva il compito di rinnovare il processo di pace tra israeliani e palestinesi, ormai in stallo, avrebbe richiesto alla Giordania di privare più di 2 milioni di palestinesi del loro status di rifugiati, così che l’UNRWA non avrebbe più avuto motivo di operare nella zona, lasciandone i compiti ai Paesi ospitanti. La Casa Bianca non ha commentato la storia del Foreign Policy.

L’articolo ha parlato altresì di 2 proposte di legge del Congresso che avevano cercato di ridurre i fondi destinati all’organizzazione delle Nazioni Unite, diminuendo in modo significativo il numero di rfugiati palestinesi aventi i requisiti per richiedere gli aiuti statunitensi. Al Jazeera in lingua inglese ha riportato che tutte queste attività fanno parte del “patto del secolo” di Kushner per risolvere il conflitto israelo-palestinese.

L’UNRWA ha dichiarato di non poter rilasciare alcun commento sull’accordo del genero di Trump, poiché non è noto nessun dettaglio a riguardo. “L’Assemblea Generale dell’ONU ci ha ordinato di continuare a fornire servizi fino a quando non verrà trovato una soluzione giusta e duratura al conflitto, e siamo determinati ad agire in questo senso, al meglio delle nostre possibilità” ha aggiunto l’organizzazione. A gennaio 2018, il governo statunitense aveva annunciato che avrebbe trattenuto 65 milioni di dollari da un fondo di 125 milioni destinato all’Agenzia, dopo che Trump aveva accusato i palestinesi di non essere riconoscenti per i milioni di dollari devoluti in aiuti. “Quest’organizzazione è corrotta, inefficiente e non contribuisce alla pace” aveva scritto Kushner in una email datata 11 gennaio e inviata a numerosi funzionari senior statunitensi.

A giugno, le Nazioni Unite avevano dovuto richiedere agli Stati membri di supplire alla mancanza di fondi causata dai tagli statunitensi. Secondo i funzionari dell’ONU, prima di gennaio 2018, Washington era il principale donatore dell’UNRWA, con 364 milioni di dollari forniti nel 2017. Il commissario generale dell’UNRWA, Pierre Krahenbuhl, ha dichiarato che i tagli a opera dell’amministrazione Trump hanno messo a repentaglio alcuni servizi base, come ad esempio l’assistenza alimentare nella Striscia di Gaza, così come le cliniche mediche e i servizi relativi all’istruzione per circa mezzo milione di bambini. Nabil Sha’ath, il consigliere senior del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha dichiarato che, attualmente, si sta cercando un modo alternativo di finanziare l’organizzazione.

Il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, sabato 4 agosto ha dichiarato che mantenere i servizi dell’UNRWA è un dovere legale e morale verso i rifugiati e che tutta la comunità internazionale deve adempiervi. Lo status di queste persone deve essere risolto sulla base delle Risoluzioni delle Nazioni Unite e dell’Iniziativa di Pace Araba, rispettando il diritto di ritorno e compensazione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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