Russiagate: nuove dichiarazioni sull’incontro della Trump Tower con i russi

Pubblicato il 6 agosto 2018 alle 15:05 in Russia USA e Canada

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Il Presidente degli Stati Uniti ha pubblicato un tweet, domenica 5 agosto, in cui fornisce nuove informazioni riguardo l’incontro avvenuto il 9 giugno 2016 tra suo, figlio Donald Trump Jr., e l’avvocato russo Natalia Veselnitskaya. Nel tweet, il capo della Casa Bianca ha scritto: “Era un incontro per avere informazioni su un avversario, cosa completamente legale e che è sempre stata fatta in politica, e non se ne fece nulla. Io non ne ero al corrente”.

Il controverso incontro della Trump Tower è avvenuto il 9 giugno 2016 e vi hanno partecipato il figlio del presidente americano, Donald Trump Jr., suo genero Jared Kushner e Paul Manafort, l’allora capo della campagna elettorale, nonché il primo imputato a subire un processo nell’ambito dell’inchiesta sul presunto collegamento tra la campagna presidenziale di Trump e la Russia, il 31 luglio 2018. Per quanto riguarda i partecipanti russi, erano presenti Natalia Veselnitskaya, avvocato vicino al Cremlino, un uomo d’affari che aveva lavorato per un oligarca ed un lobbista con vecchi legami con il KGB, secondo quanto riportato dalla CNN.

La rilevanza del tweet pubblicato da Trump sta nel fatto che, con le sue affermazioni, ha contraddetto la versione che era stata inizialmente fornita riguardo allo scopo del meeting. In un primo momento, Donald Trump Jr. aveva dichiarato che, durante l’incontro con l’avvocato russo, Natalia Veselnitskaya, i due avevano “soprattutto discusso di un programma di adozione di bambini russi”, come è stato riportato dal Washnigton Post. Fu proprio questo quotidiano statunitense che il 31 luglio 2017 riportò che tale dichiarazione, che venne poi pubblicata sul New York Times, sembrerebbe essere stata personalmente dettata dal capo della Casa Bianca, direttamente dall’Air Force One, l’8 luglio 2017, mentre si dirigeva verso Washington dalla Germania, dove si era recato in occasione del G20.

Tuttavia, tre giorni dopo aver rilasciato questa dichiarazione lo stesso Donald Trump Jr. ha ammesso di aver partecipato all’incontro in seguito all’offerta di informazioni che sarebbero risultate dannose per la campagna di Hillary Clinton. Questa versione è stata confermata anche dallo scambio di mail tra Donald Trump Jr. e Rob Goldstone, che il 3 luglio 2016 alle 10:36 ha scritto al figlio dell’allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti dicendogli che la pop star russa Emin Agalarov gli aveva chiesto di organizzare un meeting “per offrire alla campagna di Trump alcuni documenti ufficiali ed informazioni che avrebbero incriminato Hillary Clinton”. “Queste sono informazioni molto sensibili e di livello molto alto, ma fanno parte della Russia e del supporto del suo Governo per Mr. Trump”, ha continuato Rob Goldstone, come si può leggere nelle mail pubblicate dalla CNN.

L’incontro della Trump Tower è al centro dell’inchiesta Russiagate, da quando, il 27 luglio, Michael Cohen, ex procuratore personale del presidente statunitense, ha sostenuto che l’allora candidato Donald Trump sapeva in anticipo del meeting, come è stato riferito dalla CNN. Più precisamente, l’emittente televisiva statunitense riporta che Cohen ha affermato di essere stato presente, insieme ad altre persone, quando il Trump fu informato dell’offerta. Tuttavia, Cohen ha altresì dichiarato di non avere delle prove per corroborare la sua testimonianza.  L’avvocato del presidente statunitense, Rudy Giuliani, lo ha accusato di mentire, e lo ha definito “il tipo di testimone che potrebbe distruggere l’interno caso”.

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Cristina Lipari

di Redazione

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