Messico: fermati 150 migranti irregolari nascosti in un camion

Pubblicato il 5 agosto 2018 alle 11:21 in Immigrazione Messico

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Il governo del Messico ha dichiarato che le sue truppe hanno trovato 150 persone provenienti dai Paesi dell’America Centrale, inclusi 62 bambini, all’interno del rimorchio di un camion che era stato fermato a un posto di blocco sull’autostrada, nella regione meridionale di Tabasco.

Decine di migliaia di persone dell’America Centrale fuggono dalla violenza e dalla povertà dei loro Paesi, cercando di attraversare il Messico per giungere negli Stati Uniti ogni anno, spesso trasportati da trafficanti di esseri umani che li sottopongono a condizioni pericolose.

Nel camion fermato sabato 4 agosto sono stati trovati 77 adulti provenienti dal Guatemala, 1 persona proveniente da El Salvador, 6 dall’Honduras e 3 dal Nicaragua. Per quanto riguarda i 62 minori, non ne è stata specificata la nazionalità o se viaggiavano con i propri genitori o meno. Nessuno dei migranti, inoltre, era in possesso della documentazione legale per entrare in Messico, secondo la dichiarazione congiunta rilasciata dai federali e dalle autorità messicane.

L’autista del camion e un suo accompagnatore sono stati arrestati per eseguire ulteriori indagini, mentre gli immigrati si trovano in stato di fermo poiché le autorità stanno contattando i rispettivi consolati, per avviare la procedura di “ritorno assistito” nei loro Paesi.

L’amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump, si è attirata numerose critiche per aver attuato una politica di “tolleranza zero” per contenere l’immigrazione illegale, secondo la quale tutti coloro scoperti a entrare negli Stati Uniti illegalmente sarebbero stati sottoposti ad azioni penali. Tra i provvedimenti adottati, risulta la pratica di separare i genitori dai figli al confine e, secondo Reuters, sono almeno 2.500 le persone che hanno subito questo trattamento. Il 26 giugno, tuttavia, l’amministrazione Trump aveva fermato la politica di tolleranza zero e aveva cominciato a lavorare per riunire le famiglie separate.

Trump ha reso l’attuazione di leggi più dure contro l’immigrazione il cavallo di battaglia della sua amministrazione, e ha ripetutamente dichiarato che il Messico “non fa nulla” per fermare coloro che, dall’America Centrale, attraversano il Paese per giungere negli Stati Uniti. Inoltre, sin dalla sua campagna elettorale, il leader della Casa Bianca ha sempre sostenuto la necessità, per gli Stati Uniti, di costruire un muro al confine con il Messico per impedire agli immigrati irregolari di arrivare su territorio statunitense. Nei piani di Trump, le autorità messicane avrebbero dovuto pagare per la costruzione di tale barriera, tuttavia il governo si era rifiutato e il presidente statunitense aveva iniziato a richiedere fondi al Congresso. Il 29 luglio, Trump si è scontrato con i democratici, sostenendo che se non approveranno i finanziamenti per il muro, “chiuderà” il governo.

Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Interno messicano, nella prima metà del 2018, le espulsioni messicane di migranti irregolari si sono aggirate intorno a più del 40%, rispetto alle più di 50.300 persone deportate nello stesso periodo del 2017.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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