Rapporto Onu: Corea del Nord non ha cessato attività missilistiche e nucleari

Pubblicato il 4 agosto 2018 alle 10:19 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord non ha sospeso né il suo programma missilistico né quello nucleare, i quali vengono portati avanti in aperta violazione del diritto internazionale e a discapito delle sanzioni imposte dall’Onu. A renderlo noto è un rapporto confidenziale recentemente stilato dalle Nazioni Unite.

Il rapporto delle Nazioni Unite, il cui contenuto è stato consegnato al Consiglio di Sicurezza e visionato dall’agenzia di stampa Reuters venerdì 3 agosto, è frutto di un monitoraggio indipendente portato avanti da un gruppo di esperti nell’arco degli ultimi 6 mesi; tali controlli erano volti all’accertamento del funzionamento delle sanzioni imposte dall’Onu su Pyongyang. “La Corea del Nord non ha cessato i programmi nucleare e missilistico e ha continuato a sfidare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza tramite un massiccio incremento di trasferimenti navali di prodotti petroliferi, come pure attraverso trasferimenti di carbone via mare durante il 2018”, si legge nel documento, che consta di 149 pagine. Tali trasferimenti avvengono da nave a nave in acque internazionali, e sarebbero aumentati in “portata, scala e sofisticatezza”. Una tecnica messa a punto dalla Corea del Nord per portare a termine tali traffici, in aperta contravvenzione alle sanzioni, implica il camuffamento delle imbarcazioni incaricate, lo spegnimento dei sistemi di tracciamento delle navi, e l’uso di vascelli più piccoli e discreti per non dare nell’occhio.

Oltre a ciò, dal rapporto si evince che Pyongyang sta continuando a cooperare militarmente con la Siria (i tecnici e gli esperti nordcoreani in materia di missili balistici hanno reso visita a Damasco a più riprese nel 2011, 2016 e 2017) e sta cercando di vendere armi (sia missili balistici sia armamenti più convenzionali) agli Houthi in Yemen. In questo senso un Paese, non esplicitato nel documento, ha mostrato agli esperti del gruppo di controllo dell’Onu una lettera datata al 13 luglio 2016 in cui un leader del gruppo degli Houthi invitava i diplomatici nordcoreani a un incontro a Damasco per “discutere le tematiche inerenti al trasferimento di tecnologia e altri problemi di interesse comune”.

Il Paese ha altresì violato una restrizione sull’industria tessile in quanto, tra ottobre 2017 e marzo 2018, ha esportato prodotti del valore di oltre 100 milioni di dollari in Cina, Ghana, India, Messico, Sri Lanka, Tailandia, Turchia e Uruguay. In ultima analisi, gli esperti concludono il loro rapporto con la constatazione che l’efficacia delle sanzioni finanziarie sia stata sistematicamente fiaccata da “pratiche illecite e ingannevoli” condotte da Pyongyang.

La delegazione della Corea del Nord presso le Nazioni Unite non ha ancora risposto alla richiesta di commentare tale documento. Il resoconto giunge in un momento in cui la Russia e la Cina avevano suggerito al Consiglio di Sicurezza di discutere la possibilità di alleggerire le sanzioni su Pyongyang, in quanto quest’ultima starebbe lavorando sulla denuclearizzazione. La richiesta era stata prontamente bocciata dagli Stati Uniti e da altri membri del Consiglio, i quali hanno mostrato la volontà di vedere prima azioni concrete dalla parte della Corea del Nord.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva imposto le sanzioni su Pyongyang all’unanimità nel 2006, nel tentativo di scoraggiare il Paese dal perseguire la messa a punto delle sue risorse missilistiche e nucleari. In particolare, i divieti delle Nazioni Unite limitavano le esportazioni nordcoreane di carbone, acciaio, prodotti testili e alcuni generi alimentari, e imponevano un tetto sulle importazioni di petrolio greggio e raffinato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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