“Grandi progressi” nelle dispute sul Mare Cinese Meridionale

Pubblicato il 4 agosto 2018 alle 6:05 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I Paesi del sud-est asiatico e la Cina stanno proseguendo con i negoziati per la stesura di un codice di condotta nel Mar Cinese meridionale, zona contesa tra diversi Stati. 

Alcuni funzionari dei Paesi interessati, il 2 agosto, hanno elogiato i progressi ottenuti con la stesura dell’ultimo testo di lavoro, che è stato definito una “pietra miliare” e un “grande progresso”. L’area è interessata da rivendicazioni marittime totali, da parte della Cina e di Taiwan, e parziali, da parte del Vietnam, delle Filippine, della Malesia e del Brunei. Le diatribe al riguardo si intrecciano e si sovrappongono, dando luogo a dispute che si trascinano da decenni e che sono talvolta sfociate in confronti armati. Per anni, gli Stati che fanno parte dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) hanno discusso un patto per prevenire un’escalation delle controversie. 

“Sono lieto di annunciare un’altra pietra miliare nel processo del codice di condotta”, ha dichiarato Vivian Balakrishnan, il ministro degli Esteri di Singapore, che ospita la riunione dei leader regionali. Secondo il ministro, il “progetto unico di negoziato del COC”, concordato in occasione di colloqui di alto livello a giugno 2018, ma annunciato solo il 2 agosto, servirà come base di partenza per i negoziati. Il suo omologo cinese, Wang Yi, ha definito il testo di lavoro un “grande progresso”. Tuttavia, alcuni critici sostengono che l’approccio consensuale ai negoziati sul codice potrebbe significare che l’accordo finale è ancora lontano dall’essere concluso. Ciò, secondo l’agenzia di stampa Reuters, giocherebbe a favore della Cina, intenzionata a posticipare eventuali accordi al fine di facilitare il proprio controllo con una militarizzazione delle isole artificiali nella regione.

Inoltre, i funzionari delle 10 nazioni del gruppo ASEAN si sono incontrati con le controparti in Russia, Giappone e Nuova Zelanda. Nella sua dichiarazione congiunta, l’ASEAN ha poi ribadito il suo impegno a concludere un importante patto commerciale, appoggiato dalla Cina, che contrasti le politiche protezionistiche adottate dagli Stati Uniti, e ha sollecitato il progresso verso la pace e la stabilità nella penisola coreana. Secondo quanto riporta Reuters, molti paesi del sud-est asiatico non sono rassicurati dalle politiche economiche degli Stati Uniti nella regione, sopratutto a seguito dell’abbandono americano dell’accordo commerciale Trans-Pacific Partnership (TPP), formalizzato il 23 gennaio 2017, e che coinvolgeva quattro Stati del sud-est asiatico.

In questi stessi giorni, precisamente il 3 agosto, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo si è recato a Singapore per rivelare un piano di investimento per la regione. Da parte sua, l’ASEAN ha promesso il suo impegno per sostenere il partenariato economico globale regionale, che include la Cina, affermando che l’alleanza costituirà un “fulcro delle relazioni economiche esterne, in particolare in un momento di crescenti incertezze nel commercio globale”. Il primo ministro di Singapore ha affermato che un accordo regionale asiatico creerebbe il più grande blocco commerciale del mondo, coprendo un terzo dell’economia globale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.