Cina: imposte nuove tariffe su beni importati dagli USA

Pubblicato il 4 agosto 2018 alle 18:21 in Cina USA e Canada

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Nella tarda serata di venerdì 3 agosto, il Ministero delle Finanze cinese ha svelato una serie di nuove tariffe su 5.207 beni importati dagli Stati Uniti, applicando altresì imposte che vanno dal 5% al 25% del valore totale dei prodotti stessi.

La notizia è stata comunicata dai media cinesi sabato 4 agosto. Tale provvedimento è una risposta alla proposta dell’amministrazione Trump di imporre una tariffa del 25% su circa 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, fra le quali prodotti alimentari, prodotti di illuminazione e materiali da costruzione.

A luglio, gli Stati Uniti e la Cina avevano imposto tariffe su circa 34 miliardi di dollari di beni, l’uno dell’altra. Secondo Reuters, Washington coinvolgerà in tali azioni altri 16 miliardi di beni cinesi. Pechino ha già annunciato che tale mossa verrà imitata. “La pressione estrema e i ricatti della Casa Bianca sono già chiari alla comunità internazionale, ma tali metodi non otterranno risultati” hanno commentato i media cinesi.

La Cina ha imposto o proposto tariffe su circa 110 miliardi di dollari di beni provenienti dagli Stati Uniti, che rappresentano la vasta maggioranza delle importazioni annuali di prodotti statunitensi. Nel 2017, ad esempio, Pechino aveva importato circa 130 miliardi di dollari di beni da Washington. “Gli Stati Uniti hanno ripetutamente cercato di costringere la Cina ad arrivare a un compresso, sia sopravvalutando il loro potere di trattativa, sia sottovalutando la determinazione e l’abilità della Cina di difendere la sua dignità nazionale e gli interessi del suo popolo” ha riportato l’agenzia di stampa cinese Xinhua.

Sabato 4 agosto, il diplomatico di alto livello del governo cinese, il consigliere di Stato Wang Yi, ha dichiarato che la risposta di Pechino alle nuove misure commerciali attuate dagli Stati Uniti è stata necessaria e legittima. Wang ha altresì discusso la situazione con il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo. I due funzionari si trovavano a Singapore per un forum regionale.

Già dal 23 marzo, le esportazioni cinesi di acciaio e alluminio sono state colpite con dazi statunitensi del 25% e del 10%. Pechino aveva risposto a tale misura il giorno seguente, annunciando tariffe nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. In seguito, il 14 giugno, Trump aveva approvato dazi su prodotti cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari e aveva poi minacciato Pechino con ulteriori dazi, per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari, in caso di ritorsioni da parte della Cina che, a sua volta, aveva delineato un piano tariffario ai danni di Washington consistente in dazi su prodotti statunitensi per un valore complessivo di 50 miliardi di dollari. Il 6 luglio, gli Stati Uniti avevano risposto, imponendo dazi addizionali del 25% sui prodotti cinesi, per un valore di 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”. Il 10 luglio, inoltre, Washington aveva minacciato tariffe del 10% su un elenco di prodotti cinesi dal valore complessivo di 200 miliardi di dollari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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