Italia: potenziati i controlli ai confini balcanici

Pubblicato il 3 agosto 2018 alle 16:00 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In Italia sono stati rafforzati i pattugliamenti ai confini balcanici, nella regione del Friuli-Venezia Giulia, a fronte di un aumento degli arrivi di migranti provenienti da quell’area, che è stato rilevato dalla Polizia di frontiera, specialmente negli ultimi tre mesi. A ciò si accompagna un incremento degli ingressi illegali in Slovenia, Paese confinante con la regione italiana in questione, da parte di stranieri che transitano attraverso la Croazia e prima ancora passano per la Bosnia.

Anche Zagabria e Sarajevo, nelle scorse settimane, hanno preso provvedimenti per fronteggiare la crescente pressione ai loro confini. Le autorità croate hanno chiesto a Frontex di monitorare i flussi migratori e le frontiere esterne dell’Europa Occidentale. L’agenzia per la difesa dei confini europei ha quindi intensificato la sorveglianza aerea sulla regione, la scorsa settimana. Per quanto riguarda la Bosnia, il ministro della Sicurezza del Paese, Dragan Mektic, ha dichiarato che le autorità potrebbero approvare una riforma delle leggi di sicurezza per permettere all’esercito di intervenire nella protezione delle frontiere con la Serbia e il Montenegro al fine di prevenire il massiccio afflusso di migranti da quelle zone. Il timore di Mektic è che il suo Paese diventi un hot-spot in cui i migranti si accumulano nel tentativo di raggiungere l’Europa Centrale. I migranti che passano per la Bosnia, tendono a rimanere bloccati nelle città del cantone nord-occidentale, al confine con la Croazia, nel tentativo di attraversare il confine del paese membro dell’UE.

Per quanto riguarda gli effetti che la rotta balcanica ha sull’Italia, i dati delle questure di Trieste e Gorizia mostrano che, durante i primi mesi dell’anno, nelle due città, 1.144 migranti irregolari sono stati rintracciati dalla Polizia di frontiera. Inoltre, sono stati controllati 2.600 veicoli, sono stati operati 24 respingimenti alla frontiera e sequestrati 125 chili di droga, tra hashish e marijuana.

L’obiettivo dell’aumento dei pattugliamenti è quello di contrastare l’immigrazione irregolare, le attività illecite e i reati transfrontalieri. Ad oggi, in seguito a questo rafforzamento sono stati arrestati 4 passeur, vale a dire gli organizzatori del trasporto clandestino di persone attraverso i confini, denunciati di 24 cittadini kosovari presunti fiancheggiatori di un’organizzazione che fa entrare stranieri dal Kosovo. Inoltre sono state effettuate 13 espulsioni e 33 denunce per altri reati, come riportato dal Ministero dell’Interno.

La rotta balcanica è stata chiusa come conseguenza del trattato firmato dall’Unione Europea e dalla Turchia il 18 marzo 2016. Lo scopo dell’accordo era di limitare il traffico di esseri umani, favorire l’immigrazione legale e diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo. Questa tratta, che prevede il passaggio dalla Serbia all’Ungheria o alla Croazia, continua ad essere percorsa da un basso numero di migranti irregolari, secondo i dati riportati da Frontex. Tuttavia, l’agenzia per la difesa dei confini europei ha riportato che si sta aprendo un percorso secondario, che parte dalla Grecia ed arriva fino in Croazia, passando attraverso l’Albania, il Montenegro e la Bosnia, e viene percorso da migranti che cercano di aggirare le misure di sicurezza esistenti lungo il percorso principale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Cristina Lipari

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.