Gibuti scioccato dalla posizione della Somalia sulle sanzioni all’Eritrea

Pubblicato il 2 agosto 2018 alle 18:16 in Gibuti Somalia

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Con una dichiarazione rilasciata mercoledì 1 agosto 2018, il Gibuti si è formalmente opposto alla richiesta della Somalia di revocare le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro l’Eritrea, definendosi “profondamente scioccato” per la presa di posizione somala. Durante una visita ufficiale di 3 giorni ad Asmara, iniziata il 28 luglio 2018, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, aveva sostenuto che le sanzioni economiche e l’embargo sulle armi, imposti all’Eritrea nel 2009 per il sospetto supporto ai militanti islamisti di Al-Shabaab in Somalia, potessero essere abolite.  

Tuttavia, in una dichiarazione di risposta, l’ambasciata del Gibuti in Somalia ha affermato: “In quanto Stato sovrano, non c’è dubbio che la Somalia abbia il diritto di stabilire relazioni diplomatiche con i Paesi della regione. D’altro canto, è inaccettabile vedere la nostra fraterna Somalia sostenere l’Eritrea, la quale sta occupando parte del nostro territorio e continua a negare il possesso di prigionieri del Gibuti”. L’ambasciatore ha aggiunto che la linea di azione più saggia sarebbe stata, per il presidente Mohamed, chiedere una risoluzione pacifica della crisi di confine che ha reso turbolente le relazioni tra i due vicini. La dichiarazione ha anche accusato la Somalia di aver sempre offerto un sostegno minore al Gibuti e di aver ciecamente prestato fiducia all’Eritrea.

Da quando l’accordo di pace tra l’Etiopia e l’Eritrea è stato firmato ad Asmara, il 9 luglio 2018, il Gibuti ha intensificato il suo impegno per normalizzare le relazioni con l’Eritrea, cercando al riguardo l’assistenza delle Nazioni Unite. L’ambasciatore del Gibuti presso l’ONU, Mohamed Siad Doualeh, in una lettera al Consiglio di sicurezza, ha riferito di aver bisogno dell’intervento dell’organizzazione, nella mediazione internazionale con l’Eritrea, al fine di “facilitare un accordo vincolante tra di loro per una risoluzione pacifica delle controversie”

Le sanzioni del 2009 all’Eritrea, oltre che per il presunto sostegno ad Al-Shabaab, erano state imposte anche per via dell’aggressione contro il Gibuti e per il rifiuto di entrare in qualsiasi forma di mediazione sulle regioni contese, tra cui quella di Ras Dumeira.Nel 2011, tali sanzioni sono state prolungate con la Risoluzione 2023, adottata il 5 dicembre di quell’anno dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. I conflitti in seno al Corno d’Africa sono scoppiati nel 2008, dopo che il Gibuti ha accusato l’Eritrea di aver posizionato le proprie truppe al confine, spargendo paura in tutta la regione. Gli scontri durarono diversi giorni, causando la morte di decine di truppe del Gibuti.Dal 10 giugno 2010, dopo due anni dall’inizio del conflitto tra il Gibuti e l’Eritrea intorno al territorio di confine di Ras Dumeira, il Qatar ha posizionato le proprie truppe di peacekeepers tra i due Paesi africani, nel tentativo di mediare la situazione. Tuttavia, sia il Gibuti, sia Asmara intrattengono relazioni amichevoli con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che adesso hanno tagliato i rapporti diplomatici con Doha. Le tensioni, infatti, sono nuovamente riesplose nel giugno 2017, quando il Qatar ha ritirato la propria forza di mantenimento della pace in seguito alla crisi diplomatica con altri Paesi arabi, i quali accusano il governo qatarino di supportare il terrorismo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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