Armenia: arrestati l’ex presidente Kocharyan e il generale Khachaturov, preoccupazione a Mosca

Pubblicato il 2 agosto 2018 alle 6:07 in Armenia Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Gli eventi politici in Armenia sono in contrasto con le parole della nuova leadership del paese sul rifiuto di perseguire i loro predecessori politici”. È quanto ha affermato martedì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Secondo il capo della diplomazia russa, gli eventi degli ultimi giorni e in particolare l’arresto dell’ex presidente Robert Kocharyan e del generale Jurij Khachaturov “sono in contrasto con le recenti dichiarazioni della nuova leadership dell’Armenia” sull’assenza di intenzioni di organizzare “la persecuzione dei loro predecessori per motivi politici”.

Il Ministro degli Esteri russo ha dichiarato che Mosca come alleata di Erevan è sempre interessata alla stabilità dell’Armenia, quindi il Cremlino non può che preoccuparsi di ciò che sta accadendo. Lavrov ha osservato che la preoccupazione, tra le altre cose, è legata al normale lavoro di queste organizzazioni nello spazio della Comunità degli Stati Indipendeti (CSI), l’organismo che riunisce 11 delle 15 ex repubbliche sovietiche del quale l’Armenia è membro.

Il ministro ha espresso la speranza che lo stato di cose con gli arresti di politici in Armenia sarà risolto in modo costruttivo. “Ci aspettiamo che la situazione seguirà comunque un percorso costruttivo” – ha affermato, sottolineando l’importanza delle associazioni di integrazione nello spazio della CSI.

Il 26 luglio scorso, il Servizio investigativo speciale dell’Armenia ha accusato il segretario generale dell’ Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO), l’alleanza difensiva dei paesi ex sovietici, Jurij Khachaturov di aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale nel 2008, quando era comandante militare della piazza di Erevan, ed ha pertanto chiesto al tribunale di ordinarne l’arresto come misura preventiva. Khachaturov è stato rilasciato su cauzione e il ministro della difesa armeno, Tigran Balayan, ha proposto ai partner un percorso condiviso per individuare un nuovo segretario generale della CSTO.

Il 27 luglio poi è stato fermato l’ex presidente Robert Kocharyan (1998-2008), anch’egli accusato di tentata sovversione dell’ordine costituzionale, scatenando l’ira dell’opposizione. “La causa penale contro il secondo presidente dell’Armenia Robert Kocharyan danneggerà gravemente i processi politici interni nel paese” – si legge nella dichiarazione del gruppo parlamentare del Partito repubblicano armeno, il partito che ha guidato il paese dal 1998 allo scorso aprile e che si ritiene oggetto di una persecuzione giudiziaria.

Mosca teme che il governo di Nikol Pashinyan, impegnato in una lotta alla corruzione che ha causato un paradossale impoverimento della popolazione nonostante una crescita economica record (+7,6% nel 2017), stia imboccando la strada della persecuzione giudiziaria nei confronti degli esponenti delle amministrazioni di Serzh Sargsyan, l’ex presidente divenuto premier costretto a dimettersi dalla pressione popolare lo scorso aprile.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.